Lo schema della repressione a New Delhi

Un’inchiesta interattiva della Reuters analizza, con grafici e fotografie, le armi e le tecniche usate dalla polizia contro le proteste della generazione Z in India Leggi

La falsa beneficenza di Elon Musk

La fondazione dell’uomo più ricco del mondo opera con criteri poco trasparenti e legati ai suoi interessi personali Leggi

La violenza delle rivolte non nasce dal nulla

Condannare i saccheggi senza interrogarsi sulle loro cause sociali significa ignorare la rabbia e l’emarginazione di una parte della popolazione francese Leggi

Le storie intime e universali di Sophie Calle

Quando si arriva alla fine della mostra di Sophie Calle inaugurata al Maxxi di Roma, si ha l’impressione di aver appena chiuso un romanzo con un finale toccante, a cui si continua a pensare per giorni. Calle racconta due tipi di storie, quelle che vive e quelle che si fa raccontare dagli altri: amici, familiari o perfetti sconosciuti. A volte si spinge fino a fingersi qualcun altro, accettare inviti a cena da persone che non ha mai incontrato prima o a ospitare gente a dormire nel suo letto per qualche ora. È una disponibilità a mettersi in gioco e a esporsi al rischio che attraversa ogni sua immagine e parola, ed è una delle ragioni per cui è così amata nel panorama della fotografia internazionale.

L’allestimento della mostra romana, la prima grande monografica in Italia, è stato curato da Simona Antonacci insieme all’artista e si apre con la serie Dolore squisito. In medicina questa espressione indica un dolore circoscritto a una zona molto precisa del corpo. Nel caso di Calle, la zona sembra essere il suo cuore, ma forse anche, ironicamente, un dito: quello di un suo ex compagno, che la lasciò con una scusa imbarazzante. La fine di quella relazione è raccontata in due parti: nella prima Calle crea un diario del suo tormentato viaggio in Giappone, scandito dal conto alla rovescia verso il giorno della separazione. Nella seconda, torna sul momento in cui il compagno l’ha lasciata e lo riscrive attraverso 36 fotografie identiche, che ritraggono un telefono rosso in una camera d’albergo, accompagnate da quasi altrettante versioni della storia.

I testi, scritti a distanza di cinque, dieci, venti e sessanta giorni, si assomigliano, ma cambiano leggermente a ogni nuova stesura. Il dolore è sempre lo stesso, eppure qualcosa si trasforma: con il passare del tempo, il ricordo perde lentamente intensità e anche le parole sbiadiscono, senza scomparire del tutto e si trasformano. Ossessione, rimpianto, dolore, rancore, rabbia e frustrazione si condensano in poche righe, quasi ripetitive, ma immediate e commoventi.

La ripetizione e la sintesi sono caratteristiche tanto delle immagini quanto dei testi di Calle. L’artista non si limita a descrivere ciò che mostra: a volte le parole richiamano dettagli delle immagini che ci erano sfuggiti, altre volte creano significati nuovi. In questa mostra Calle ci accompagna attraverso diverse forme della parola “fine” e del significato della perdita, trasformando esperienze intime come la rottura di una relazione, ma anche la morte della madre o del suo gatto, in racconti universali.

Con ironia, schiettezza e lucidità, Calle riesce a farci guardare la vita da una prospettiva diversa, restituendo qualcosa di familiare come se non lo avessimo mai visto. È quello che accade nell’ultima opera del percorso, Voir la mer, in cui ha accompagnato alcune donne e uomini a vedere il mare per la prima volta. Le opere di Calle sono un invito a guardare e a interrogarci anche su ciò che pensiamo di conoscere da sempre.

A dieci anni dal terremoto in Italia centrale la ricostruzione è lontana

Quasi novemila famiglie non hanno una casa definitiva e vivono in alloggi di emergenza o in paesi diversi da quelli d’origine. Il video Leggi

Il risveglio doloroso dell’Europa davanti ai nuovi imperi

Il continente non ha capito in tempo il mondo in cui siamo entrati. Serve un progetto per costruire un futuro appetibile, che al momento sembra precluso alle giovani generazioni Leggi

I libri scelti da Internazionale

Da Il peggio arriva dopo di Mariana Enriquez a La pietra e la seta di Mikael Niemi. Le recensioni della stampa straniera Leggi

I data center e i bot russi

Le infrastrutture su cui si reggono non solo le intelligenze artificiali ma anche tutto l’ecosistema digitale sono ormai obiettivi strategici e militari Leggi

Le donne palestinesi sono sole di fronte alle violenze

Il rapporto di un’agenzia delle Nazioni Unite ha documentato un aumento di abusi fisici ed emotivi, sfruttamento sessuale e matrimoni precoci ai danni delle donne sfollate a Gaza Leggi

Marinai e filibustieri alla corte di Donald Trump

Da un militare che nessuno riesce a trovare ai giovani della Silicon valley arrivati con Elon Musk, il presidente statunitense si affida a chi ha conquistato la sua fiducia. Con effetti disastrosi Leggi

I primi scricchiolii dell’intelligenza artificiale

Debiti enormi, alti costi dell’energia e ricavi inferiori alle attese spaventano gli investitori. I problemi di alcune aziende fanno crescere i timori che esploda una bolla Leggi

Gli approdi sonori di Iosonouncane

Da Surf’s up dei Beach Boys a Da a me riva di Fabrizio De André, sei canzoni con cui il musicista crea una mappa decisiva per la sua vita e la sua opera Leggi

Le rivolte di Milano sono una novità per l’Italia

Ragazzi molto giovani hanno preso d’assalto le vetrine del centro. Alcuni erano andati in piazza Duomo solo per assistere alle proteste convocate su Telegram e su TikTok Leggi

Le regole arcaiche e i grandi segreti del monte Athos

Nella nuova puntata della serie Confini pazzi della tv franco-tedesca Arte: monaci ortodossi, tesori, spie, estintori, galline, ma niente donne. Il video Leggi

Se Trump, Putin e Xi immaginano di spartirsi il mondo

Dietro le concessioni di Washington a Mosca sull’Ucraina si intravede un negoziato più ampio, che coinvolge anche l’Iran. E un vertice a tre in Cina a novembre Leggi

La repressione delle proteste studentesche è una lezione di fascismo

Una società diventa gradualmente fascista quando è disposta a sacrificare la vita dei suoi giovani in nome dell’ordine e della stabilità nazionale definiti dagli adulti Leggi

Perché i giovani europei sono in piazza

Le proteste toccano Francia, Italia, Belgio, Albania, Portogallo e Spagna. E alla vigilia di un ciclo elettorale decisivo promettono di farsi sentire ancora Leggi

“Credevo che avrei avuto il tempo di dirle quanto la amavo”

Due giorni nella vita di due persone innamorate. Il primo, quando tutto comincia, e l’ultimo, quando ci si lascia. In questa puntata: François, 44 anni Leggi

Le notizie di scienza della settimana

Il più antico relitto mai individuato, le ferite impressionanti sullo scheletro di un neandertal, cos’è meglio fare per imparare una lingua: l’attualità scientifica, in breve Leggi

Una Francia indebolita sul palcoscenico mondiale

Le foto del municipio di Limoges in fiamme, degli scontri a Parigi e delle violenze della polizia hanno fatto il giro del mondo, aggravando la crisi del paese Leggi

Abbonati a Internazionale per leggere l’articolo.
Gli abbonati hanno accesso a tutti gli articoli, i video e i reportage pubblicati sul sito.