L’iraniana Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace 2023, nuovamente incarcerata in Iran da quasi due mesi, è in sciopero della fame da tre giorni contro le condizioni della sua detenzione Leggi
Il 2 febbraio l’Iran ha chiesto l’avvio di negoziati con Washington sul suo programma nucleare, mentre il giorno prima il presidente statunitense Donald Trump si era detto fiducioso sulle prospettive di un accordo Leggi
Il 29 gennaio i ministri degli esteri dei ventisette paesi membri dell’Unione europea (Ue) hanno concordato di designare i Guardiani della rivoluzione, l’esercito ideologico dell’Iran, come “organizzazione terroristica” Leggi
Il 28 gennaio Donald Trump ha avvertito l’Iran che “il tempo sta per scadere”, riferendosi a un possibile attacco statunitense, mentre Teheran ha escluso di negoziare con Washington sotto minaccia. Leggi
Il 22 gennaio il vicepresidente statunitense JD Vance ha confermato che un bambino di cinque anni è in detenzione dopo un’operazione degli agenti dello United States immigration and customs enforcement (Ice) a Minneapolis Leggi
Il 21 gennaio la centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande del mondo, è stata riattivata per la prima volta dal disastro di Fukushima del 2011, ha annunciato il suo gestore, nonostante le preoccupazioni degli abitanti Leggi
L’Arabia Saudita, il Qatar e l’Oman si sono attivati per convincere il presidente statunitense Donald Trump a evitare un attacco immediato all’Iran, mettendolo in guardia da “gravi ripercussioni per la regione”. Leggi
Una parte del personale della base militare statunitense di Al Udeid, in Qatar, ha ricevuto l’ordine di partire, hanno dichiarato due fonti diplomatiche all’Afp, dopo che Washington aveva minacciato un intervento militare in Iran. Leggi
Il 13 gennaio il presidente statunitense Donald Trump ha incoraggiato i manifestanti iraniani a continuare le loro proteste fino a rovesciare il regime, sottolineando sul suo social network Truth Social che “l’aiuto è in arrivo”. Leggi
Il 7 gennaio in varie città iraniane si sono svolte nuove manifestazioni antigovernative, alcune delle quali caratterizzate da violenze, nonostante gli inviti alla distensione lanciati dal presidente Masoud Pezeshkian. Leggi
Il 7 gennaio un agente dell’immigrazione ha ucciso una donna durante un’operazione a Minneapolis, un atto che il presidente statunitense Donald Trump ha definito “legittima difesa”. Leggi
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha annunciato il 18 dicembre che metterà il veto a una legge approvata il giorno prima dal congresso, che prevede una drastica riduzione della pena dell’ex presidente Jair Bolsonaro. Leggi
Il 18 dicembre gravi scontri si sono verificati a Dhaka, la capitale del Bangladesh, dopo la morte in un ospedale di Singapore di uno dei leader della rivolta studentesca del 2024, che era stato gravemente ferito in un attentato. Leggi
Sullo sfondo di sospetti di corruzione, Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump, ha rinunciato alla costruzione di un hotel di lusso a Belgrado al posto dell’ex quartier generale dell’esercito jugoslavo. Leggi
Il 15 dicembre la procura serba ha incriminato il ministro della cultura Nikola Selaković e altre tre persone per “presunte attività illecite” nell’approvazione di un progetto alberghiero legato a Jared Kushner. Leggi
L’11 dicembre il governo bulgaro si è dimesso all’indomani di una nuova imponente manifestazione contro la corruzione nell’apparato statale e a tre settimane dall’ingresso della Bulgaria nell’eurozona. Leggi
Centinaia di agricoltori, affiancati da pescatori, hanno bloccato un porto commerciale greco e ampliato dei blocchi stradali per chiedere al governo, tra le altre cose, di versare dei sussidi europei che sono in ritardo a causa di una frode. Leggi
Il 30 novembre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, forte del sostegno del presidente statunitense Donald Trump, ha ufficialmente chiesto la grazia presidenziale nel suo processo per corruzione. Leggi
Il 26 novembre l’alta corte di giustizia di Londra ha cominciato a esaminare un ricorso contro la decisione del governo britannico di vietare il gruppo Palestine action, classificato come terroristico nel luglio scorso. Leggi
Il Gambia ha annunciato il 23 novembre di aver accolto “per ragioni umanitarie” e per “garantire la sua sicurezza” l’oppositore camerunese Issa Tchiroma Bakary, che rivendica la vittoria nelle elezioni presidenziali del 12 ottobre in Camerun. Leggi
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