Negli ultimi anni ho letto diversi romanzi ambientati in Sri Lanka: è una sensazione strana, ricordare fatti che ti sono familiari attraverso la finzione del libro. Nessuno, però, mi ha intrattenuta, informata, rattristata quanto Brotherless night, romanzo del 2024, ancora non tradotto in italiano. Ganeshananthan riesce dove altri hanno fallito: raccontare una storia legandola alle vicende politiche dell’isola, senza però dare per scontato la conoscenza né dei protagonisti né delle complesse fasi di un conflitto civile durato un quarto di secolo. Sashi ha sedici anni, vive con i genitori e i quattro fratelli a Jaffna, nel nord dell’isola, quando la sua quotidianità comincia a mostrare le prime crepe. Brotherless night è una disamina di come la guerra entri strisciante ma inesorabile nel privato, a partire da un divieto piccolo come quello impartito dal padre di non usare più le biciclette. Dopo che un fratello dietro l’altro è caduto nelle mani del conflitto – per casualità, propaganda, crudeltà – la guerra diventa una cosa pubblica, che investe centinaia di migliaia di vite con la fame e il terrore. Ricorda qualcosa? Alla fine, tutte le guerre si somigliano. Negli ultimi anni lo Sri Lanka, con le sue spiagge dorate, è diventato la destinazione di un certo turismo internazionale. Leggere Brotherless night prima di partire aiuta a comprendere l’isola oltre la facciata da paradiso tropicale per le due settimane di ferie annuali. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1629 di Internazionale, a pagina 83. Compra questo numero | Abbonati