Il 27 agosto la Casa Bianca ha confermato il licenziamento di Susan Monarez, direttrice della principale agenzia sanitaria degli Stati Uniti, i Centers for disease control and prevention (Cdc).
Il dramma in tre atti si era aperto in mattinata con l’annuncio delle dimissioni di Monarez dato dal dipartimento della salute, guidato da Robert F. Kennedy Jr., un noto vaccinoscettico.
Ma Monarez, in carica da meno di un mese, ha smentito e accusato Kennedy di volerla allontanare per portare avanti “politiche antiscientifiche che mettono in pericolo le vite di milioni di statunitensi”.
“Susan Monarez è in disaccordo con il programma del presidente”, ha poi dichiarato Kush Desai, viceportavoce della Casa Bianca. “Dato che ha rifiutato di dimettersi nonostante i contrasti con il dipartimento della salute, la Casa Bianca è intervenuta per confermare il suo licenziamento”.
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“Monarez non si è dimessa e non ha ricevuto notifiche di licenziamento dalla Casa Bianca”, avevano dichiarato in precedenza i suoi avvocati.
“Essendo una persona integra e dedita alla scienza, non si dimetterà”, avevano aggiunto, accusando Kennedy di “strumentalizzare la salute pubblica per scopi politici”.
Secondo gli avvocati, il segretario alla salute aveva cercato di rimuovere Monarez dopo che lei “aveva rifiutato di approvare delle direttive antiscientifiche e pericolose, e di licenziare alcuni esperti”.
Poche ore prima il dipartimento della salute aveva annunciato che Monarez “non è più la direttrice dei Cdc” in un breve messaggio sul social network X.
Il licenziamento di Monarez arriva mentre è in corso una profonda revisione della politica vaccinale degli Stati Uniti.
“Questo è davvero troppo”, ha reagito su X un alto funzionario dei Cdc, Demetre Daskalakis, annunciando le sue dimissioni e denunciando le pressioni esercitate dall’amministrazione Trump per “far adottare politiche e linea guida che non riflettono la realtà scientifica”.
Secondo i mezzi d’informazione statunitensi, anche altri funzionari dell’agenzia si sono dimessi.
Da quando si è insediato, Kennedy ha avviato una profonda riorganizzazione delle agenzie sanitarie e della politica vaccinale del paese, licenziando molti esperti, limitando l’accesso ai vaccini per il covid-19 e tagliando i fondi per lo sviluppo di nuovi vaccini.