Ai confini del sistema solare potrebbe nascondersi un altro oggetto spaziale grande quanto la Terra, che è stato chiamato pianeta Y. Gli astronomi sospettavano da tempo che oltre la fascia di Kuiper, la zona di corpi celesti ghiacciati che contiene Plutone, ci fossero dei pianeti nascosti. Tra le più note ipotesi avanzate finora ci sono il pianeta X, un oggetto grande sette volte la Terra e circa cinquanta volte più distante dal Sole (un’idea in gran parte screditata), e il pianeta Nove, grande dieci volte la Terra e almeno trecento volte più lontano dal Sole (la cui esistenza è ancora considerata possibile).
Ora Amir Siraj e i suoi colleghi dell’università di Princeton hanno ipotizzato un altro mondo, che hanno chiamato pianeta Y per distinguerlo dagli altri, basandosi sull’effetto di curvatura osservato lungo l’orbita di alcuni corpi della fascia di Kuiper. “Se la curvatura è reale, la spiegazione più semplice è che ci sia un pianeta dall’orbita inclinata non ancora scoperto”, dice Siraj.
Se esistesse davvero, Y avrebbe una massa intermedia tra quella di Mercurio e quella della Terra e orbiterebbe a una distanza dal Sole compresa tra cento e duecento volte quella della Terra. Sarebbe il motivo per cui l’orbita di alcuni corpi della fascia di Kuiper è inclinata di circa 15 gradi rispetto al piano del sistema solare, come l’increspatura sulla superficie di un lago: la sua forza di gravità li farebbe spostare su e giù rispetto al piano orbitale della maggior parte degli altri corpi.
“Il segnale è modesto ma attendibile”, dice Siraj, secondo cui “la probabilità che sia solo una coincidenza è compresa tra il due e il quattro per cento. Le prime ipotesi sul pianeta Nove avevano percentuali simili”.
La curvatura del piano orbitale che fa ipotizzare l’esistenza del pianeta Y non è lo stesso elemento che suggerisce l’esistenza del pianeta gigante Nove, che si pensa attiri a sé i corpi celesti con la sua forza di gravità, quindi potrebbero esistere entrambi. “Sono indizi diversi”, dice Siraj.
Dispersi oltre Nettuno
Per Jonti Horner della University of Southern Queensland in Australia è “plausibile” che nel sistema solare esterno siano nascosti mondi invisibili come il pianeta Y. “Conferma che non sappiamo cosa c’è laggiù. A parte la scoperta di Plutone nel 1930, è solo negli ultimi vent’anni che abbiamo cominciato a esplorare davvero la regione oltre Nettuno ”, ricorda.
È probabile che mondi come questo si siano formati all’interno del sistema solare per poi essere dispersi nella regione esterna, piuttosto che essere comparsi direttamente lì, dove la materia scarseggia. “L’ipotesi della dispersione sembra più verosimile”, dice Horner.
Le nostre conoscenze del sistema solare esterno dovrebbero cambiare drasticamente grazie all’osservatorio Vera C. Rubin, che nei prossimi dieci anni realizzerà una panoramica della volta celeste. Se il pianeta Y, il pianeta Nove o altri corpi celesti esistono, questo strumento potrebbe riuscire a osservarli direttamente.
“L’osservatorio amplierà in fretta il catalogo degli oggetti transnettuniani documentati”, dice Siraj. Se il pianeta Y c’è davvero, quindi, il Vera C. Rubin potrebbe individuarlo “in pochi anni”, o almeno trovare nuove evidenze dell’effetto di curvatura. ◆ sdf
◆ Una nuova luna di Urano, chiamata provvisoriamente S/2025U1, è stata individuata da un gruppo di astronomi del Southwest research institute statunitense analizzando le osservazioni al vicino infrarosso del telescopio spaziale James Webb, ha annunciato la Nasa il 19 agosto. La scoperta, che non è stata ancora sottoposta a peer review, porterebbe a 29 il totale dei satelliti del secondo pianeta più esterno del sistema solare. L’oggetto orbiterebbe a circa 56mila chilometri da Urano e avrebbe un diametro di appena dieci chilometri. Le sue piccole dimensioni spiegherebbero perché era sfuggito agli altri telescopi e alla sonda Voyager 2, che nel 1986 si era avvicinata al pianeta individuando dieci lune precedentemente sconosciute.
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Questo articolo è uscito sul numero 1629 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati