Il 20 agosto Israele ha approvato un progetto di costruzione di 3.400 alloggi nella Cisgiordania occupata, che è stato subito contestato dalle Nazioni Unite e da vari leader stranieri perché dividerebbe in due il territorio, compromettendo la continuità di un futuro stato palestinese.
“Sono lieto di annunciare che un’ora fa l’amministrazione civile ha approvato i piani di costruzione dell’insediamento E1!”, ha dichiarato in un comunicato Guy Yifrah, sindaco dell’insediamento israeliano di Maale Adumim.
La settimana scorsa la presentazione di questo progetto aveva suscitato dure critiche in tutto il mondo.
Iscriviti a Mediorientale |
Cosa succede in Medio Oriente. A cura di Francesca Gnetti. Ogni mercoledì.
|
Iscriviti |
Iscriviti a Mediorientale
|
Cosa succede in Medio Oriente. A cura di Francesca Gnetti. Ogni mercoledì.
|
Iscriviti |
Il ministero degli esteri dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) ha condannato “con la massima fermezza” un progetto che “compromette la soluzione a due stati, minando l’unità geografica e demografica della Palestina”.
“La Cisgiordania verrebbe divisa in zone scollegate tra loro, e gli spostamenti sarebbero possibili solo attraverso i posti di blocco dell’occupazione”, ha aggiunto.
Secondo l’Anp, il progetto costituisce un ennesimo “crimine di colonizzazione” e una “nuova tappa nella progressiva annessione della Cisgiordania”.
Il 14 agosto il ministro delle finanze israeliano Bezalel Smotrich, figura di spicco dell’estrema destra, aveva chiesto di accelerare l’attuazione del progetto e di annettere la Cisgiordania in risposta alla volontà di vari paesi di riconoscere uno stato palestinese.
Il 20 agosto il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha condannato con fermezza il progetto israeliano.
“Gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, violano il diritto internazionale e le risoluzioni delle Nazioni Unite”, ha affermato un suo portavoce in un comunicato, aggiungendo che “il progetto costituisce una minaccia esistenziale per la soluzione a due stati del conflitto israelo-palestinese”.
Il ministro degli esteri britannico David Lammy ha invitato il governo israeliano a “riconsiderare la sua decisione”, mentre quello italiano Antonio Tajani ha definito il progetto “inaccettabile”.
Re Abdallah II di Giordania ha respinto il progetto israeliano, ribadendo che “la soluzione a due stati è l’unico modo per raggiungere una pace giusta”.
Anche l’ong israeliana Peace now ha messo in guardia contro un “piano che compromette il futuro d’Israele e qualunque possibilità di una soluzione a due stati”.