Negli ultimi dieci anni l’interesse della Cina per l’Antartide è aumentato rapidamente. Gli scienziati sperano che questo aiuti a garantire la continuità delle ricerche nel continente, in un momento in cui gli Stati Uniti vogliono tagliare i fondi per la scienza polare.

La quinta stazione di ricerca cinese, Qinling, è stata aperta nel 2024 e ha lanciato la sua prima missione invernale a marzo. Si trova su Inexpressible Island, nella baia di Terra Nova, ed è l’unico laboratorio di Pechino nell’Antartide del sud, non distante da quello italiano e da quello sudcoreano. Come spiega Shen Jun, direttrice dell’Amministrazione artica e antartica cinese (Caa), a Qinling si effettueranno studi sull’ecologia marina e terrestre, sulla banchisa, sulla geofisica, sulla fauna selvatica e su tanto altro.

Chiara Dattola

La stazione è in “una posizione strategica per approfondire una grande varietà di temi complessi e attuali”, dice Christina Hulbe, geofisica della University of Otago di Dunedin, in Nuova Zelanda. Uno è stabilire come sulla piattaforma continentale si formino le acque fredde e dense da cui ha origine l’acqua di fondo dell’oceano Antartico, che ha un ruolo fondamentale nel regolare la capacità d’immagazzinare il calore e sequestrare il carbonio. La zona è importante anche per lo studio della biodiversità marina, che comprende krill, pinguini e balene.

La Cina non rivela quante risorse destina all’Antartide, ma secondo gli scienziati i fondi sono aumentati stabilmente negli ultimi dieci anni. Ha costruito due nuovi rompighiaccio, il Xue Long 2 e il Ji Di, e sta progettando una stazione estiva nella zona sudoccidentale che dovrebbe essere inaugurata nel 2027.

Mentre l’interesse cinese per l’ Antartide cresce, il presidente statunitense Donald Trump ha proposto di tagliare tutti i fondi destinati alla ricerca polare dagli 86 milioni di dollari attuali a 25 milioni nel 2026, e di ridurre quelli per il rinnovamento delle infrastrutture da 60 a 24 milioni. Gli scienziati statunitensi temono di non poter continuare il lavoro sul campo, e che gli archivi dei dati polari non siano più aggiornati.

Finora gli Stati Uniti erano considerati i leader globali della ricerca antartica. Ma visti i dubbi sul loro impegno futuro, Deniz Bozkurt, climatologo dell’università cilena di Valparaíso, si aspetta che le cose cambino. Secondo Kim Yeadong, capo della Commissione sudcoreana sulla ricerca polare, studiare l’Antartide offre vantaggi a tutta l’umanità. “Se gli Stati Uniti si tirano indietro, altri devono colmare il vuoto”, aggiunge.

Per Bozkurt il rischio principale dei tagli statunitensi è la perdita di continuità dei dati, per esempio quelli raccolti dal National snow and ice data center, cruciali per comprendere gli andamenti del clima e gli eventi estremi.

Trasparenza necessaria

L’importanza della stazione Qinling dipende in parte dalla condivisione dei dati. “Mettere in comune i dati, i risultati e i problemi degli ecosistemi chiave è vitale”, sostiene Daniel Kammen dell’università della California a Berkeley. Kammen spera che i dati raccolti dalla stazione cinese siano condivisi in tempo reale per interpretare i cambiamenti e reagire.

La Cina contribuisce già alla ricerca internazionale con i suoi dati, ma la velocità e la trasparenza “possono variare”, sostiene Bozkurt. Al momento li diffonde tramite il Centro nazionale di raccolta dati sull’Artico e l’Antartico, che ad aprile ha pubblicato i risultati della spedizione del 2021-2022 in Antartide, a cui i ricercatori possono accedere facendone richiesta.

Alla luce del cambiamento climatico, per la comunità scientifica lo studio dell’Antartide è una priorità internazionale. Kim sottolinea che sul continente servono altre stazioni, ma “la ricerca è costosissima” e “pochi paesi sono in grado di sostenerla”.

All’inizio del 2025 la stazione Qinling è stata dotata di pannelli solari, turbine eoliche, batterie e sistemi di stoccaggio dell’idrogeno, che dovrebbero soddisfare più di metà del suo fabbisogno. “Altri laboratori dovrebbero seguire l’esempio”, afferma Kammen. ◆ sdf

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Questo articolo è uscito sul numero 1628 di Internazionale, a pagina 94. Compra questo numero | Abbonati