Il 25 agosto il primo ministro francese François Bayrou ha convocato il parlamento per una sessione straordinaria, l’8 settembre, in cui chiederà la fiducia su una dichiarazione di politica generale. L’iniziativa, che il quotidiano Libération ha definito un “autoscioglimento”, è nata di fronte al rifiuto del suo progetto di bilancio che prevede tagli per quasi 44 miliardi di euro, considerato indispensabile per risanare i conti pubblici, e davanti agli appelli dei sindacati a bloccare il paese il 10 settembre. In carica dal 13 dicembre 2024, Bayrou ha dichiarato che il presidente Emmanuel Macron ha accettato la sua proposta. La votazione richiederà la maggioranza assoluta dei voti espressi, e dato che l’opposizione – dalla sinistra radicale della France insoumise fino all’estrema destra del Rassemblement national – ha già dichiarato che si esprimerà in blocco contro la mozione, Macron potrebbe trovarsi davanti a tre opzioni: nominare un nuovo primo ministro, indire elezioni anticipate o dimettersi lui stesso. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1629 di Internazionale, a pagina 28. Compra questo numero | Abbonati