Per essere sabato sera Caraiva, un paesino balneare nel sud dello stato di Bahia, nel nordest del Brasile, è stranamente tranquillo. È il 22 agosto e solo pochi turisti guardano il tramonto spettacolare che colora di arancione la spiaggia di Barra, alla foce di un fiume delimitato da mangrovie e dall’oceano Atlantico.
“Prima era molto più frequentato”, dice con aria preoccupata Pamela Ramos, 43 anni, proprietaria dal 2021 di un piccolo albergo a una decina di minuti dalla spiaggia. In un anno ha perso la metà della sua clientela: “Molte persone cancellano le prenotazioni perché hanno paura”, racconta.
Dopo aver assistito a uno slancio turistico subito dopo la pandemia, l’immagine paradisiaca di Caraiva è stata compromessa da un aumento della violenza legata all’espansione nella regione dei principali gruppi criminali del paese, Primeiro comando da capital (Pcc) e Comando vermelho (Cv). Secondo l’ong Forum brasiliano di sicurezza pubblica, il tasso di morti violente intenzionali a Porto Seguro, la municipalità da cui dipende Caraiva, tra il 2020 e il 2025 è passato da 47,1 a 71,2 ogni 100mila abitanti, cioè il quadruplo rispetto alla media nazionale.
“Con l’aumento dei turisti i trafficanti hanno capito che era una zona molto redditizia per la vendita della droga”, spiega il commissario Marcos Benevides, a cui è affidata la supervisione del settore. Attirati da questo nuovo mercato, il Pcc e il Cv, nati nel sudest del Brasile, hanno cominciato a contendersi il territorio provocando un aumento degli omicidi, prosegue il commissario. Il fenomeno interessa anche altre località balneari del litorale del nordest. Secondo l’ong, le dieci città con i tassi di morti violente intenzionali più alti del paese si trovano tutte nella regione, e Porto Seguro è al quarto posto.
Durante i suoi tre mandati (dal 2003 al 2011 e poi dal 2023 a oggi), il presidente di sinistra Luiz Inácio Lula da Silva, originario della regione, ha messo in campo vari programmi sociali che hanno ridotto povertà e ineguaglianze. Il suo Partito dei lavoratori (Pt) ha tradizionalmente fatto leva sulla sua popolarità nel nordest per vincere le elezioni. Tuttavia, in vista delle elezioni presidenziali, legislative e regionali del 4 ottobre e con l’insicurezza in aumento, si è osservata “una certa stanchezza dell’elettorato del nordest nei confronti del Pt”, dice Murilo Medeiros, politologo dell’università di Brasília.
Secondo un sondaggio dell’istituto Datafolha pubblicato il 21 agosto, Lula è ancora in testa ai suoi avversari nella regione, con il 53 per cento delle intenzioni di voto rispetto al 25 per cento di Flávio Bolsonaro (figlio dell’ex presidente di estrema destra Jair Bolsonaro). Ma la popolarità dell’ex metalmeccanico è in calo rispetto alle presidenziali del 2022, quando nella regione aveva raggiunto il 66,7 per cento dei voti al primo turno.
Rappresaglie
Mentre torna dalla spiaggia con il suo cane, Janice Cardoso, un’artista di 25 anni figlia di un pescatore di Caraiva, racconta di aver perso almeno cinque amici in conflitti tra gruppi criminali. In mancanza di posti di lavoro di qualità, “non ci sono spazi per i giovani, e molti scelgono la via più facile per guadagnare un po’ di soldi”, afferma.
Chi si oppone ai trafficanti, inoltre, può andare incontro a dure rappresaglie. Al confine meridionale di Caraiva, nel territorio indigeno di Barra Velha do Monte Pascoal, diversi membri del popolo pataxó hanno opposto resistenza al controllo del gruppo criminale Anjos da morte, alleati del Cv, e sono stati bersaglio di sparatorie. Il 2 settembre 2024, intorno alle dieci di sera, alcuni uomini hanno mitragliato la casa della madre del cacicco Suruí Pataxó, 44 anni. Con il viso dipinto di rosso, l’uomo mostra una decina di colpi di proiettile sul muro di una casa in cemento a pochi metri da una palma da cocco.
I trafficanti cercano di controllare questo territorio di 8.627 ettari coperto da alberi maestosi e palmeti per trarre profitto dalla speculazione edilizia. Con il boom turistico di Caraiva, si sono moltiplicati clandestinamente alberghi, attività commerciali e case vacanza, con la complicità dei criminali. Senza intervento da parte dello stato, i pataxó, che chiedono allo stato un ampliamento del loro territorio, hanno espulso da soli gli occupanti, provocando la rabbia dei trafficanti.
Nonostante le minacce, raramente i pataxó si rivolgono alla polizia. “Qui siamo protetti dai nostri antenati”, dice con una risata nervosa la vice cacicca Uruba Pataxó, 46 anni, mentre aspetta che il pesce avvolto in grandi foglie finisca di cuocere sulla brace. Questa leader indigena nutre i suoi dubbi sulle operazioni della polizia, come d’altronde molti abitanti di Caraiva. Secondo il Forum brasiliano di sicurezza pubblica, il comune di Porto Seguro registra il tasso di mortalità più alto del Brasile in occasione di questi interventi, con 32,3 decessi ogni centomila abitanti, dieci volte superiore alla media nazionale di 3,1 decessi ogni centomila abitanti.
Il 10 maggio 2025 la morte di Victor Cerqueira, una guida turistica di 29 anni, nel corso di un’operazione di polizia condotta contro un leader del gruppo criminale Anjos da morte vicino a un pontile dove i turisti sbarcano in canoa, ha commosso il villaggio. “Tutti gli volevano bene, era un ragazzo adorabile e rispettoso, soprattutto con le persone anziane”, dice con gli occhi umidi di lacrime la madre Luzia Cerqueira, 58 anni. Il 16 luglio il pubblico ministero dello stato di Bahia ha avviato delle indagini contro i poliziotti, accusandoli di uso sproporzionato della forza contro il ragazzo che, secondo gli agenti, faceva da intermediario tra i trafficanti e i turisti per la vendita di droga.
Sconvolta dalla perdita del suo unico figlio, Cerqueira ha una sola certezza in vista delle prossime elezioni: “Non so per chi votare, ma voglio che il Pt se ne vada”.
“L’elettore che guadagna poco ora chiede più ordine e fermezza contro la criminalità”, spiega Medeiros. Secondo un sondaggio di Btg Pactual-Nexus pubblicato il 15 giugno, per il 44 per cento della popolazione della regione la sicurezza pubblica è la preoccupazione principale, rispetto al 32 per cento nel sudest, al 24 per cento nel nord e nel centro-ovest e al 21 per cento nel sud.
Lula ha promesso che, se sarà rieletto, creerà un ministero della sicurezza pubblica e strozzerà economicamente la criminalità organizzata, rafforzando la cooperazione tra le istituzioni soprattutto per quanto riguarda la condivisione delle informazioni. Ma “i risultati di questo approccio rispettoso dei diritti umani ci mettono tempo ad arrivare”, spiega il politologo. Secondo lui il programma del centro e dell’estrema destra, incentrato su un inasprimento delle pene e sulla repressione, “sembra più concreto agli occhi di molti brasiliani” e apre agli avversari di Lula una breccia in un territorio che finora era stato impenetrabile.
(Traduzione di Giusy Muzzopappa)
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