La rivista online francese Aoc pubblica ogni giorno, secondo l’acronimo che le dà il nome, un’analisi (A), un’opinione (O) e un commento (C). Quattro volte all’anno raccoglie su carta alcuni di questi testi su un tema, accompagnandoli con un breve editoriale e una serie d’illustrazioni. L’ultimo numero cartaceo è dedicato ai nuovi fascismi e contiene 25 interventi di storici, sociologhe, politologi e filosofe, pubblicati online dal 2021 a oggi. Lo apre Johann Chapoutot, esperto della Germania nazista ben conosciuto in Italia. L’autore parte dal suo ultimo libro ancora non tradotto (Les irresponsables. Qui a porté Hitler au pouvoir?, Seuil 2025), spiegando perché il generico paragone tra l’oggi e gli anni trenta, a suo modo di vedere, tradisce una sfiducia nella democrazia elettorale, e stabilisce una correlazione tra crisi economica e spostamento delle classi popolari a destra. E perché bisogna preferire il confronto storicamente più fondato che mette in risalto piuttosto, oltre all’esplosione delle diseguaglianze, il controllo privato dei mezzi d’informazione, le spregiudicate politiche delle élite per mettere al sicuro il patrimonio, che comprendono l’alleanza con l’estrema destra. Altri contributi trattano punti specifici (l’uso delle teorie del complotto, il ruolo delle donne, la censura, l’attacco allo statalismo) oppure singoli stati (gli Stati Uniti, la Francia, l’Argentina, la Russia, Israele). ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1629 di Internazionale, a pagina 83. Compra questo numero | Abbonati