In una città così rumorosa come la nostra corri il rischio di scordare
che ci sono anche tanti silenzi. Quelli delle donne che non
ce l’hanno fatta a finire in un libro,

in un ritratto lusinghiero di milizie cittadine o in racconti
che ci sono stati ben tramandati attraverso la macchina del tempo
di inni e statue. Eppure sono esistite, le ragazze

dietro il banco, le pescivendole all’arsenale. Tate
che tenevano d’occhio i figli dei vicini ubriachi.
Signore che sapevano dietro quali porte fioccavano colpi

e occhi pesti ed erano pronte ad accogliere perché nessuno
può essere profugo nella propria città.

Poche hanno dato il loro nome a una via.
Innumerevoli storie si sono disperse eppure

dal Beghinaggio risuonano ancora risatine
sommesse. Una minima eco delle donne

la cui esistenza nessuna forma di oblio
potrà mai annientare.

Ellen Deckwitz è una scrittrice e performer olandese nata nel 1982, poeta ufficiale della città di Amsterdam dal 2024. In italiano è disponibile la sua raccolta Fisica avanzata (Valigie Rosse 2024). Questo testo, scritto per celebrare le donne di Amsterdam nel 750° anniversario dalla fondazione della città, è uscito l’8 marzo 2025 sul quotidiano Trouw. Traduzione dal neerlandese di Pierluigi Lanfranchi.

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Questo articolo è uscito sul numero 1629 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati