Il 25 agosto l’assemblea nazionale cambogiana, il parlamento del paese, ha approvato all’unanimità una legge che permetterà alle autorità di togliere la cittadinanza a chi è accusato di “collusione” con forze straniere. L’emendamento alla legge sulla cittadinanza è seguito all’appello dell’ex primo ministro Hun Sen che, dopo aver visitato le truppe schierate al confine conteso con la Thailandia a giugno, ha invocato una legge per punire “chi sta dalla parte di nazioni straniere per nuocere al nostro paese”. La misura è stata criticata dalla società civile per gli effetti che avrà sulla libertà di parola dei cittadini, scrive The Diplomat. È probabile che il provvedimento sarà usato contro gli oppositori del governo residenti all’estero.
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Questo articolo è uscito sul numero 1629 di Internazionale, a pagina 35. Compra questo numero | Abbonati