◆ Le popolazioni di molte specie di uccelli tropicali si stanno riducendo rapidamente, con cali fino al 90 per cento negli ultimi decenni. Il fenomeno è stato osservato anche nelle foreste pluviali meno compromesse dalle attività umane, rendendo difficile individuare una causa precisa. Ma uno studio pubblicato su Nature Ecology & Evolution ha proposto una possibile spiegazione, suggerendo che il principale fattore potrebbe essere l’intensificazione delle ondate di caldo dovuta al cambiamento climatico. I ricercatori hanno preso in esame le statistiche sulle popolazioni di uccelli del Living planet database tra il 1950 e il 2020, escludendo le specie acquatiche o marine, e le hanno confrontate con i dati sullo stato dell’ambiente e sul clima. L’analisi ha rivelato che alle medie latitudini, tra il 21° e il 43° parallelo, la distruzione degli habitat era la principale causa del declino, in linea con le conclusioni di altri studi. Nelle regioni tropicali, invece, gli eventi climatici estremi sono risultati il fattore primario. In queste zone gli uccelli vivono molto vicino al limite della loro tolleranza al caldo, e un aumento di pochi gradi della temperatura può essere sufficiente a ucciderli o a ridurre la loro probabilità di riprodursi. Gli autori hanno poi usato la metodologia impiegata negli studi di attribuzione per stimare gli effetti del cambiamento climatico sull’intensità delle ondate di caldo, concludendo che tra il 25 e il 38 per cento del declino può essere imputato alle attività umane.
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1628 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati