La cosiddetta immaginazione motoria consiste nel rappresentare mentalmente un movimento nel modo più fedele possibile, spiega El País, provando a visualizzare il gesto, l’ambiente circostante, i rumori, le sensazioni e le sequenze. Non si tratta solo di pensare a un movimento, ma di riviverlo provando a coinvolgere i vari sensi. La ricerca ha dimostrato che così facendo si attivano aree del cervello simili a quelle coinvolte in un movimento reale, come il cervelletto, la corteccia motoria e quella premotoria. Questa connessione tra pensiero e azione è misurabile e funzionale: un movimento può essere allenato anche senza doverlo eseguire e più l’immaginazione si avvicina alla realtà, più aumenta la probabilità di compiere il gesto in modo ottimale dal vivo. Ovviamente gli esercizi mentali non sostituiscono quelli fisici, ma possono renderli più efficaci. Sono particolarmente utili nei contesti agonistisci o in caso di riabilitazione motoria.
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Questo articolo è uscito sul numero 1628 di Internazionale, a pagina 100. Compra questo numero | Abbonati