Dall’inizio del 2025 gli incendi boschivi hanno distrutto più di un milione di ettari (diecimila chilometri quadrati) di vegetazione nell’Unione europea, il dato più alto da quando, circa vent’anni fa, sono cominciate le rilevazioni. Gravi roghi sono in corso in Spagna e Portogallo.
Finora, secondo un calcolo basato sulle stime per paese fornite dal Sistema europeo d’informazione sugli incendi boschivi (Effis), sono andati in fumo 1.015.731 ettari di vegetazione, una superficie più grande della Corsica. In meno di otto mesi è stato quindi superato il precedente record di 988.524 ettari registrato nell’intero 2017.
Quattro paesi dell’Unione europea hanno già battuto il loro record annuale: Spagna, Cipro, Germania e Slovacchia.
Iscriviti a Pianeta |
Ogni giovedì le notizie più importanti sulla crisi climatica e ambientale. A cura di Gabriele Crescente.
|
Iscriviti |
Iscriviti a Pianeta
|
Ogni giovedì le notizie più importanti sulla crisi climatica e ambientale. A cura di Gabriele Crescente.
|
Iscriviti |
La Spagna, dove grandi incendi che hanno causato quattro morti sono ancora in corso nell’ovest, è di gran lunga il paese europeo più colpito, con più di 400mila ettari distrutti, pari a quasi il 40 per cento del totale.
Il Portogallo conserva, almeno per ora, il record di 563.530 ettari bruciati nel 2017 (il dato più alto per un paese dell’Unione europea). Quest’anno nel paese le fiamme hanno distrutto 274mila ettari di vegetazione.
Dietro i due paesi iberici c’è la Romania, con 126mila ettari bruciati.
Al di fuori dell’Unione, anche il Regno Unito e la Serbia stanno registrando un anno record.
Milioni di tonnellate di anidride carbonica
Le stime dell’Effis, che è legato all’osservatorio europeo Copernicus, prendono in considerazione solo gli incendi che hanno distrutto almeno 30 ettari di vegetazione.
Dall’inizio dell’anno gli incendi, che hanno colpito 22 dei 27 paesi dell’Unione europea, hanno emesso 35 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Probabilmente sarà superato il record di 41 milioni di tonnellate stabilito nel 2017.
Quell’anno gli incendi avevano causato la morte di più di duecento persone nell’Unione, in particolare in Portogallo, Italia, Spagna e Francia.
Nel 2025 il bilancio è decisamente più basso: sette morti nella penisola iberica, due a Cipro e uno in Francia.