Il 28 luglio Israele ha annunciato le prime consegne di aiuti internazionali da mesi nella Striscia di Gaza, dov’è in corso una catastrofe umanitaria, dopo l’apertura dei valichi avvenuta il giorno prima.

Il 27 luglio, per la prima volta dal mese di marzo, camion carichi di aiuti internazionali hanno attraversato il valico di Rafah, che collega l’Egitto al sud del territorio palestinese, dopo che Israele aveva annunciato una pausa nei combattimenti per motivi umanitari.

Contemporaneamente sono ripresi i lanci di cibo per via aerea, alimentando le speranze degli abitanti palestinesi della Striscia. Tre aerei di Giordania ed Emirati Arabi Uniti hanno sganciato venticinque tonnellate di aiuti, e anche l’aviazione israeliana ha paracadutato dei pacchi.

All’inizio di marzo Israele aveva imposto un blocco totale della Striscia di Gaza, che era stato solo parzialmente allentato a maggio, con consegne molto limitate affidate alla Gaza humanitarian foundation (Ghf), una fondazione gestita da Israele e dagli Stati Uniti. Secondo le Nazioni Unite e le ong, questo ha causato gravissime carenze di cibo e l’inizio di una “carestia di massa”.

I tassi di malnutrizione nella Striscia di Gaza stanno raggiungendo “livelli allarmanti”, ha avvertito il 27 luglio l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), sottolineando che il blocco israeliano ha già causato molte vittime.

Il 28 luglio Israele ha annunciato che gli aiuti caricati su 120 camion sono stati distribuiti dalle Nazioni Unite e dalle organizzazioni internazionali.

La notizia è stata confermata dalle Nazioni Unite.

Sottoposto a forti pressioni internazionali, Israele aveva annunciato una pausa nei combattimenti in varie zone della Striscia, tutti i giorni tra le 10 e le 20, per consentire la distribuzione degli aiuti.

Israele, che controlla tutti gli accessi a Gaza, nega però che ci siano carenze di cibo, accusando Hamas di ostacolarne la distribuzione.

Varie ong hanno accolto con favore la ripresa delle consegne di aiuti internazionali, sottolineando però che non bastano a soddisfare gli immensi bisogni della popolazione.

“Prima della guerra arrivavano tra i cinquecento e i mille camion al giorno, e da allora i bisogni sono aumentati in modo esponenziale”, ha dichiarato all’Afp Bushra Khalidi, dell’ong Oxfam.

Almeno 59.821 palestinesi, in grande maggioranza civili, sono morti finora nell’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza seguita all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, secondo i dati del ministero della salute di Hamas, considerati affidabili dalle Nazioni Unite.