La Francia riconoscerà lo stato della Palestina a settembre, in occasione della sessione annuale dell’assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, ha annunciato il 24 luglio il presidente Emmanuel Macron. La decisione è stata immediatamente contestata da Israele e dagli Stati Uniti.
“È una ricompensa al terrorismo”, ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. “I palestinesi non vogliono uno stato accanto a Israele, ma al posto d’Israele”.
Gli Stati Uniti hanno respinto “con fermezza” l’annuncio di Macron, definendolo “un passo imprudente che allontana la pace”. “È uno schiaffo alle vittime del 7 ottobre”, ha dichiarato il segretario di stato statunitense Marco Rubio.
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“In nome dello storico impegno della Francia per una pace giusta e duratura in Medio Oriente, ho deciso di procedere al riconoscimento della Palestina”, ha affermato Macron su X e Instagram. “L’annuncerò solennemente in occasione della sessione annuale dell’assemblea generale delle Nazioni Unite a settembre”.
La Francia organizzerà poi con l’Arabia Saudita una conferenza internazionale per rilanciare la cosiddetta soluzione “a due stati” del conflitto israelo-palestinese.
Il vicepresidente dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), Hussein al Sheikh, ha accolto con favore l’annuncio di Macron. Anche l’Arabia Saudita ha salutato una “decisione storica”, invitando altri stati a seguire l’esempio francese.
Secondo un conteggio dell’Afp, almeno 142 stati hanno riconosciuto finora la Palestina.
Il 19 maggio la Francia, il Regno Unito e il Canada avevano aperto la strada al riconoscimento della Palestina in una dichiarazione congiunta. Da allora, però, Londra e Ottawa avevano assunto una posizione più prudente.
Nel maggio 2024 l’Irlanda, la Spagna e la Norvegia, seguite un mese dopo dalla Slovenia, avevano riconosciuto la Palestina.
“Dobbiamo difendere tutti insieme ciò che Netanyahu sta cercando di distruggere. La soluzione a due stati è l’unica possibile”, ha dichiarato il 24 luglio su X il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, commentando l’annuncio di Macron.
Ma i paesi europei rimangono divisi sulla questione, con la Germania che considera il riconoscimento “un segnale sbagliato”.
In una lettera indirizzata il 9 giugno a Macron, il presidente palestinese Mahmoud Abbas, detto Abu Mazen, si era impegnato a smilitarizzare Hamas, il gruppo responsabile dell’attacco senza precedenti del 7 ottobre 2023 in territorio israeliano, nell’ambito di un futuro stato palestinese che comprenda la Cisgiordania e la Striscia di Gaza.
Intanto, il 24 luglio l’inviato statunitense Steve Witkoff ha affermato che i negoziati a Doha, in Qatar, per una tregua nella Striscia di Gaza sono definitivamente falliti. Stati Uniti e Israele hanno ritirato le loro delegazioni.