Il 22 luglio il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj ha promulgato una legge che mina l’indipendenza delle agenzie anticorruzione, provocando rare manifestazioni di protesta a Kiev e suscitando le critiche dell’Unione europea.
Secondo un giornalista dell’Afp, centinaia di persone hanno partecipato in serata a una manifestazione di protesta nella capitale ucraina.
La Commissione europea ha definito la legge un “grande passo indietro”, esprimendo “forte preoccupazione”.
“Il rispetto dello stato di diritto è al centro dei negoziati per l’adesione di Kiev all’Unione europea”, ha avvertito Marta Kos, commissaria europea per l’allargamento.
L’adozione della legge in parlamento, avvenuta all’indomani dell’arresto di un funzionario dell’anticorruzione, ha suscitato anche le critiche di attivisti e ong, che temono un indebolimento della democrazia in Ucraina, impegnata dal febbraio 2022 nella guerra con la Russia.
La corruzione è endemica in Ucraina, ma tra il 2014 e il 2015 il paese aveva compiuto importanti passi avanti creando l’autorità investigativa Nabu e la procura speciale Sap.
Il 22 luglio il parlamento ha approvato – con 263 voti a favore, 13 contrari e 13 astensioni – una legge che mette le due agenzie sotto il controllo del procuratore generale, che a sua volta riponde direttamente al presidente. Una misura che di fatto ne mina l’indipendenza.
Poco dopo Zelenskyj ha promulgato la legge.
“Persone intoccabili”
“Il sistema anticorruzione funzionerà ancora meglio senza le interferenze russe”, ha affermato Zelenskyj su Telegram.
“Oggi, con la complicità di 263 deputati, il sistema anticorruzione ucraino è stato distrutto”, ha dichiarato invece durante una conferenza stampa Semen Kryvonos, direttore della Nabu, avvertendo che d’ora in poi ci saranno “persone intoccabili”.
“Le due agenzie anticorruzione non hanno più alcuna indipendenza”, ha confermato Oleksandr Klymenko, direttore della Sap.
Il 21 luglio il Servizio di sicurezza dell’Ucraina (Sbu) aveva annunciato l’arresto di un funzionario della Nabu sospettato di spionaggio a favore di Mosca.
L’arresto era stato contestato da molti, e in particolare dalla sezione ucraina dell’ong Transparency international.