Due giorni nella vita di due persone innamorate. Il primo, quando tutto comincia, e l’ultimo, quando ci si lascia. A chi legge, la possibilità di immaginare cosa è successo in mezzo. In questa puntata: Christian, 70 anni.
Il primo giorno
“Con mia moglie non sono infelice, ma nemmeno felice. A casa c’è tensione, al lavoro pure, mi sento un po’ giù di morale. Sono dirigente in un’azienda agroalimentare che deve cambiare tutto il sistema informatico. Troviamo un fornitore che ha sede a un centinaio di chilometri di distanza. Ci vado due o tre volte, ma in quelle occasioni non la noto. Fa parte del paesaggio. Non sono un donnaiolo.
Qualche settimana dopo, ricevo una chiamata da una donna di quell’azienda: ci sarebbe un problema di fatturazione legato al sistema informatico. È confusa, cerco di aiutarla a sbrogliare la questione. Mi piace il tono della sua voce, ho voglia di parlarle. Non sono uno che ci prova: la chiamo signora, le do del lei e rimango molto professionale. Alla quarta telefonata, il pretesto delle fatture comincia a non reggere più. Non la chiamo più dal mio ufficio, dove i miei colleghi possono sentirmi, ma mi isolo nella sala riunioni. Mi racconta la sua vita, i suoi hobby, mi dice che quando passerò dalle sue parti mi inviterà a fare immersioni subacquee. Poco prima di riagganciare, mi dice il suo nome. Un nome che mi colpisce, mi emoziona, mi sconvolge. Devo fare qualcosa.
Sono le 18, esco dall’ufficio, non prendo la solita strada per tornare a casa. Passo dal fioraio. Compro sette rose rosse, sette perché il numero deve essere sempre dispari, almeno credo, e rosse per giustificare il bigliettino ambiguo che ci metto: ‘Grazie di tutto e anche per il resto’, firmato con le mie iniziali. È mercoledì sera, il mazzo di rose parte. Giovedì passa e non ho notizie. Venerdì, tennis a mezzogiorno. Come al solito gioco con un mio amico, ma raramente così male: sbaglio tutte le palle. Di ritorno in ufficio, trovo un messaggio dall’azienda che si occupa del sistema informatico.
La richiamo subito. Lei risponde: ‘È lei C.D.?’. ‘Sì, dobbiamo vederci’, balbetto. Conosco solo la sua voce, voglio vederla. ‘È pazzo’, mi risponde. ‘Sì, sono pazzo’. ‘Non vorrà mica che andiamo in un albergo?’, mi chiede. ‘Non sono quel tipo di persona’, la rassicuro. Il mazzo di fiori aveva rischiato di non arrivare mai, era stato consegnato a un’omonima.
L’appuntamento è fissato per il mercoledì successivo, alla stazione. Una grande stazione, io ho l’impermeabile, lei una borsa con sopra il nome dell’azienda informatica. Non l’avevo mai vista ed ero già innamorato. I suoi occhi azzurri, le sue gambe, il suo sorriso. Saliamo sulla sua auto. ‘Mi sembra molto nervoso’, mi dice ridendo. La trovo impertinente, ma le confido quello che provo. Andiamo al ristorante, le offro dello champagne, lei beve dal mio bicchiere. Torniamo alla sua auto sul piazzale della stazione, mi dice ‘mi baci’. Non un ‘mi baci’ fisico, no, ma quello di una donna sposata, infelice, che vorrebbe essere innamorata, quello che scatena tutto. I nostri figli hanno la stessa età e lo stesso nome.
Torno a casa, molto agitato, alle due del mattino. Mi rialzo e le scrivo una lettera, dove le spiego che sono completamente sconvolto, che dobbiamo fermarci subito, ora, perché altrimenti la cosa ci travolgerà. Mi sento anche in colpa verso mia moglie. Le mando la mia lettera fermo posta. Fissiamo un altro appuntamento. Da quel giorno, non c’è un giorno della mia vita in cui non abbia pensato a lei”.
L’ultimo giorno
“Ci vediamo regolarmente, poi meno, ma i nostri sentimenti non si affievoliscono, si addormentano solo un po’. Un giorno, il mio lavoro mi porta nella sua città, e ci rivediamo. Penso che questa forse è la volta buona, che lasceremo i nostri rispettivi partner e potremo vivere insieme.
È la stessa stazione, quella dell’inizio, del nostro incontro. Con il grande atrio rumoroso e il suo bar impersonale. Lei arriva. Ha sbagliato il colore dei capelli. Lei, così bella e distinta, ha optato per un nero troppo scuro che le indurisce il viso. Si siede, accende una sigaretta, chiama il cameriere: ‘Tesoro, mi porterebbe un posacenere?’. Primo problema: sono io il suo tesoro, non il primo cameriere che passa, sono io il depositario di quel nomignolo, quella parola mi appartiene. In sottofondo si sente Unchained melody: ‘I need your love…’. Mi ricorda il film Ghost, di quanto avevo pianto durante questa canzone. Penso che sarà il brano della nostra rottura.
Poi mi racconta la vita con suo marito, la procedura di divorzio che ha appena annullato. Io invece volevo capire perché non voleva fare questo passo, perché non potevamo finalmente stare insieme. ‘Non sono un tuo amico né il tuo confidente’. Mi innervosisco.
È finita. Nel parcheggio della stazione ognuno risale sulla sua auto, lei non vuole che la baci davanti a tutti. Torno a casa distrutto. La sera mi manda un’email: ‘Sei un brav’uomo’. Nient’altro. Il suo messaggio mi irrita. Non ho bisogno che me lo dica, lo so già. Non deve aver conosciuto molte persone perbene nella sua vita se si stupisce per le mie premure.
Dodici anni dopo, le mando un messaggio per il suo compleanno, il 20 novembre. Mi risponde e ricominciamo a scriverci. Qualche mese dopo mi propone di raggiungerla nella città dove sta facendo una cura termale. Da allora, ogni anno, passiamo lì dieci giorni insieme. È l’unica volta in cui ci vediamo. A mia moglie dico che vado a fare trekking con un amico, che viene con me, cammina un po’ e il resto del tempo sta per conto suo.
Quei dieci giorni sono i più belli dell’anno. Lei affitta un monolocale dove stiamo insieme, è un’ottima cuoca. Tutto è perfetto. È la donna della mia vita, l’amore che ho sempre sognato. Due anni fa, ci ho creduto di nuovo. Avevo perfino trovato una casetta arredata dove andare a vivere insieme. Ma lei, disincantata, mi aveva risposto con una sola frase: ‘È troppo tardi’. Eppure ci scriviamo tutti i giorni e io aspetto che arrivi novembre con impazienza”.
(Traduzione di Andrea De Ritis)
Amore che vieni, amore che vai è una serie del quotidiano francese Le Monde che racconta il primo e l’ultimo giorno di una storia d’amore. Qui ci sono tutte le puntate.
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