I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana Salvatore Aloïse, collaboratore del canale tv francotedesco Arte.

La sintesi grafica – occhiali, barba e grembiule rosso – è ormai un brand. Identifica il fondatore di PizzAut Nico Acampora e la storia di successo della “pizzeria degli autistici”, raccontata in tv, encomiata dal Quirinale e da papa Francesco. Dalla voglia di ripercorrere le tappe di questa avventura nasce il libro scritto con Elisabetta Soglio. Acampora, educatore e padre di Leo, autistico, descrive l’angoscia della prima diagnosi e poi un sogno a occhi aperti. La loro “serata-pizza” familiare funziona, Leo si diverte a impastare e a giocare con i condimenti. Perché non provare a farle diventare qualcosa di più? Da lì l’idea un po’ folle di una pizzeria con ragazzi autistici in sala e in cucina. Seguono anni di fatiche, di frustrazione ma anche di grande solidarietà, che sfociano nella prima e poi nella seconda pizzeria, una solidità imprenditoriale da fare invidia a tanti. Il motto è che qui si viene per curiosità, o per compassione, ma poi si torna perché la pizza è buona. Quarantacinque ragazzi autistici hanno così un posto di lavoro e un contratto regolare. Ma, soprattutto, qualcosa in cui credere. Come Lorenzo, incline a gesti di autolesionismo e oggi fiero di riuscire a portare cinque pizze alla volta. O Barbara, che con il suo giapponese imparato da autodidatta ha sbalordito la delegazione di Tokyo al G7. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1628 di Internazionale, a pagina 83. Compra questo numero | Abbonati