Sarvish Waheed
La nebbia di Rio
Accento, 176 pagine, 19 euro

La nebbia è quella di Rio Saliceto, paesino in provincia di Reggio Emilia dove crescono Raja, Giacomo e Laura. L’esordio di Sarvish Waheed racconta, tra passato e presente, il modo in cui cambia e si adatta la vita di questi tre amici. Comincia quando sono già formati: Laura che scopre di essere incinta, Giacomo che è dipendente dall’alcol e forse anche da altro, Raja che fa l’educatore in una cooperativa in città. E la storia va poi a ritroso, in cerca della radice, delle origini: le trova in una bambina orfana della madre morta per un tumore; in un ragazzino che intravede il padre farsi una striscia di cocaina; in una famiglia terrorizzata dalla violenza paterna. È un romanzo che parte lentamente, con il discorso indiretto e le descrizioni della vita anonima di provincia, ma poi s’illumina nella capacità di Waheed di raccontare in pochi scambi e nel giro di una manciata di frasi le relazioni tra i suoi personaggi e i loro rapporti con un sistema più grande. Forse alla fine la dimensione della provincia non emerge come potrebbe, ma sono invece molto belli i passaggi in cui i vestiti vecchi, le scarpe scollate, un abbonamento non fatto danno corpo alla distanza tra Raja e i compagni di scuola. Ne emerge una violenza indiretta, strisciante, ma non per questo meno feroce di quella che lascia lividi sulla pelle e segni nello spirito. Un libro che, per tante ragioni, aspettavamo. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1670 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati