Un’inchiesta condotta dal sito indipendente israeliano +972 Magazine, dalla sua versione in ebraico Sikha Mekomit e dal giornale britannico The Guardian, basata sui dati dell’intelligence israeliana, ha rivelato che almeno l’83 per cento dei palestinesi uccisi dall’esercito israeliano nella Striscia di Gaza erano civili.
I dati, ottenuti da un archivio segreto che registra i decessi dei combattenti di Hamas e della Jihad islamica, smentiscono le dichiarazioni di politici e militari israeliani secondo cui il rapporto dei decessi tra civili e miliziani è di uno a uno o due a uno, stabilendo che cinque palestinesi su sei uccisi dall’esercito israeliano erano civili. Tra l’inizio della guerra a Gaza il 7 ottobre 2023 e la fine di maggio di quest’anno nell’archivio erano stati annotati i decessi di 8.900 combattenti, mentre le autorità sanitarie di Gaza denunciavano la morte di 53mila palestinesi, tra miliziani e civili. I combattenti registrati nel database dell’intelligence rappresentano quindi il 17 per cento del totale. Una proporzione di vittime civili estremamente alta, anche in confronto ai conflitti più sanguinosi degli ultimi decenni.
Therese Pettersson dell’Uppsala conflict data program (Ucdp), un programma dell’università svedese che raccoglie informazioni sui decessi tra i civili in tutto il mondo, ha detto a Yuval Abraham ed Emma Graham-Harrison, i giornalisti autori dell’inchiesta: “La proporzione di civili tra le vittime sarebbe insolitamente alta, soprattutto considerando che questa situazione si protrae da tanto tempo”. Secondo Pettersson è possibile trovare rapporti simili quando si considera una città o una battaglia specifica all’interno di un conflitto più ampio, ma capita “molto raramente” quando si guarda a una guerra nel suo complesso.
Nei conflitti monitorati dall’Ucdp dal 1989, i civili hanno costituito la maggior parte dei morti solo nei genocidi di Srebrenica (1992-95) e del Ruanda (1994) e durante l’assedio di tre mesi di Mariupol, in Ucraina, da parte della Russia (2022). I due giornalisti concludono che solo quando ci sarà un cessate il fuoco sarà possibile calcolare con precisione il numero di vittime civili e miliziani a Gaza. Ma “il database dell’intelligence indica che la percentuale di civili uccisi è molto più alta rispetto alle cifre che Israele ha presentato al mondo per quasi due anni”. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1629 di Internazionale, a pagina 16. Compra questo numero | Abbonati