Susumu Yokota, nato a Toyama nel 1960, è stato uno dei musicisti più innovativi dell’ambient e dell’elettronica giapponese. Dietro i suoi modi riservati si nascondeva una mente capace di trasformare suggestioni in un linguaggio unico. Lo stile di Yokota ha attraversato territori diversi: dall’acid house dei primi anni novanta alle atmosfere sospese e sognanti dell’album Sakura alle miniature domestiche di Grinning cat. Per Yokota i generi erano solo un punto di partenza: poteva immaginare il movimento di un gambero come metafora di una traccia house o trasformare i suoni del mondo in esperienze spirituali. I critici hanno sottolineato la capacità di Yokota di coniugare rigore e leggerezza. Apprezzato da artisti come Brian Eno, Thom Yorke e Björk, Yokota è rimasto sempre distante dalle logiche dello star system. Ha pubblicato il suo ultimo album, Dreamer, nel 2012. È seguito un silenzio insolito, interrotto dalla notizia della sua morte nel 2015. “Non è ancora chiaro cos’abbia portato alla sua morte, anche se sappiamo che era malato da tempo”, racconta Jon Tye, direttore dell’etichetta Lo Recordings, che ha pubblicato i suoi ultimi lavori. Negli anni successivi la Lo Recordings ha custodito l’eredità musicale di Yokota. Per commemorare il decimo anniversario della sua morte, uscirà una serie di ristampe. La prima, Skintone edition volume 1, è stata pubblicata il 1 agosto.
Louis Pattison,
Bandcamp Daily

Susumu Yokota (dr)

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Questo articolo è uscito sul numero 1629 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati