Nel mondo quasi 130 milioni di bambine e ragazze non vanno a scuola. La violenza che le donne subiscono fin dalla più giovane età comincia proprio dalla negazione di diritti fondamentali come l’accesso all’istruzione, ma anche la possibilità di giocare e di immaginare il proprio futuro in un ambiente sicuro.
Che cosa sognano le ragazze?
È da questo interrogativo che la fotografa sudafricana Lee-Ann Olwage è partita per sviluppare Girls girls girls, una serie fotografica giocosa e spensierata in cui ha coinvolto le studenti della Athlone high school, una scuola pubblica situata nell’omonimo sobborgo di Città del Capo, in Sudafrica. L’istituto si trova in un quartiere afflitto dalla violenza delle gang, dall’abuso di droga e dalla povertà, tutti fattori che contribuiscono all’abbandono scolastico. La necessità di trovare un lavoro e contribuire al sostentamento delle proprie famiglie, le gravidanze precoci e la criminalità diffusa sono alcune delle cause che spingono le ragazze a lasciare la scuola.
In Girls girls girls queste giovani donne sono momentaneamente libere dalle preoccupazioni e possono riconoscersi, posare e divertirsi in uno spazio protetto, mentre vengono fotografate nella spontaneità dei loro scambi.
Mescolando un linguaggio documentaristico con interventi creativi sulle immagini, in cui compaiono fiori colorati che diventano elementi decorativi simili a bassorilievi, il progetto lascia che le ragazze si raccontino, esprimendo dei desideri per il futuro. I loro corpi liberi vibrano dimenticando per un momento le discriminazioni e gli ostacoli che devono affrontare quotidianamente.
È un modo per rivendicare il diritto allo studio come momento di crescita necessario e per affermare il diritto di sognare. ◆
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1628 di Internazionale, a pagina 68. Compra questo numero | Abbonati