◆ Nella regione semidisabitata del Kimberley, nell’Australia nordoccidentale, lingue di terra dalle forme irregolari si protendono come dita nelle acque dell’oceano Indiano. Un tempo si spingevano ancora più lontano, ma l’innalzamento del livello dei mari ha sommerso una parte della costa, creando le centinaia di isole che compongono l’arcipelago Buccaneer.

Questa parte della costa è nota per l’estrema ampiezza della marea, che può arrivare a dodici metri. Quando questa immagine è stata realizzata, alle 9.50 del mattino, il livello dell’acqua aveva da poco superato il punto più basso e mancavano molte ore al picco di alta marea.

Salendo e scendendo, la marea solleva i sedimenti nelle acque meno profonde, dando origine ai vortici turchesi visibili nell’immagine. Queste correnti possono essere pericolose per i marinai e i subacquei, soprattutto nei punti in cui l’acqua attraversa i passaggi più stretti. Sulla costa si alternano tratti di mangrovie verde scuro e spiagge di colore chiaro. Silica beach, sul versante settentrionale di Hidden island, prende il nome dalla sua sabbia bianca composta di granelli di quarzite silicea.

Le attività umane sono limitate in tutta l’area, ma sulle isole di Koolan e Cockatoo sono visibili delle miniere con le relative infrastrutture, comprese alcune piste di atterraggio.–Nasa

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Questo articolo è uscito sul numero 1628 di Internazionale, a pagina 97. Compra questo numero | Abbonati