Dopo mesi di mobilitazioni pacifiche, negli ultimi giorni le proteste studentesche contro il governo autoritario e populista del presidente Aleksandar Vučić si sono fatte più violente e radicali. Dal 12 agosto per cinque notti di fila i manifestanti si sono scontrati con la polizia in diverse città del paese, assaltando gli uffici del partito di Vučić, che ha reagito con arresti e promettendo “provvedimenti straordinari” per fermare le proteste. “Vučić sta rivelando il suo vero volto autoritario, evidente ormai anche nei rapporti con i partner europei”, scrive il quotidiano austriaco Salzburger Nachrichten. “Per anni il leader serbo ha trovato rifugio nelle elezioni anticipate ogni volta che era in difficoltà. Ma oggi, anche considerati gli inevitabili brogli, sa che potrebbe perdere. Perché sono sempre di più i serbi che considerano il suo partito solo una cricca di ladri e corrotti”. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1628 di Internazionale, a pagina 31. Compra questo numero | Abbonati