In Estonia un nuovo focolaio di peste suina africana è diventato un caso politico, innescando polemiche e proteste. Dopo diversi giorni d’incertezza è stato confermato che almeno 26mila animali sono stati infettati, circa il 10 per cento del totale del paese, con gravi danni per il settore zootecnico. Secondo Eesti Päevaleht “dietro alle proteste ci sono i soliti provocatori e complottisti”. Tuttavia, scrive Õhtuleht, “in passato si è già visto come le preoccupazioni dei cittadini siano spesso trattate con supponenza dalle autorità. Anche in questo caso le spiegazioni sono arrivate troppo tardi e sono state comunicate con un fastidioso paternalismo. La peste suina è un problema serio, e per combatterlo servono misure drastiche. Che però ai cittadini possono sembrare ingiustificate se non sono supportate da dati affidabili e certi”.
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Questo articolo è uscito sul numero 1628 di Internazionale, a pagina 31. Compra questo numero | Abbonati