Il 30 marzo l’Indonesia ha diffidato le aziende statunitensi Meta e Google per la “mancata osservanza” del divieto d’accesso ai social media per i minori di 16 anni, entrato in vigore il 28 marzo.
“Il governo ha inviato lettere di diffida” a Meta, la casa madre di Facebook, Instagram e Threads, e a Google, proprietaria di YouTube, che “hanno violato la legge indonesiana”, ha dichiarato la ministra delle comunicazioni Meutya Hafid in un video pubblicato su Instagram.
“Le due aziende potrebbero essere punite con sanzioni amministrative, come previsto dalla normativa in vigore”, ha aggiunto.
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Nel video la ministra ha accusato Meta e Google di essersi opposti alla nuova legge “fin dall’inizio”.
Ha invece citato TikTok e Roblox come esempi di piattaforme che stanno cercando di applicare la normativa, anche se non sono ancora pienamente conformi.
L’Indonesia aveva vietato, a partire dal 28 marzo, l’accesso dei minori di 16 anni ai social media, invocando le minacce costituite dalla pornografia, dal ciberbullismo, dalle frodi online e dalla dipendenza da internet.
Il divieto riguarda 70 milioni di minori di 16 anni su una popolazione totale di 284 milioni di abitanti.
Nel dicembre scorso l’Australia era diventato il primo paese a vietare i social media ai minori di 16 anni.
Il 31 marzo l’autorità di regolamentazione australiana ha annunciato l’apertura di un’inchiesta contro alcune grandi piattaforme, tra cui TikTok, Instagram e YouTube, accusate di violare il divieto.
Intanto, il 31 marzo il senato francese esaminerà un progetto di legge per vietare l’accesso ai social media ai minori di 15 anni, una misura fortemente voluta dal presidente Emmanuel Macron.