Nonostante le resistenze degli Stati Uniti e dei paesi europei, il 25 marzo l’assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato, su iniziativa del Ghana, la tratta degli schiavi africani “il più grave crimine contro l’umanità”.

In prima linea nell’Unione Africana sulla questione dei risarcimenti legati alla tratta transatlantica, il presidente ghaneano John Mahama ha raggiunto New York per promuovere questa risoluzione non vincolante, che ha definito “storica”.

“Siamo qui riuniti oggi per proclamare la verità e proseguire il cammino verso la guarigione e la giustizia riparativa”, ha dichiarato Mahama.

“L’adozione di questa risoluzione servirà anche a impedire l’oblio”, ha aggiunto, dopo che il 24 marzo aveva denunciato “le politiche che mirano a cancellare la storia”, in particolare negli Stati Uniti “dove i libri sull’argomento sono banditi dalle scuole e dalle biblioteche pubbliche”.

La risoluzione – adottata con 123 voti a favore, tre contrari (Stati Uniti, Israele e Argentina) e 52 astensioni (tra cui il Regno Unito e gli stati membri dell’Unione europea) – dichiara la tratta degli schiavi africani “il più grave crimine contro l’umanità”, in quanto “ingiustizia disumana e persistente”.

Il testo mette in evidenza la portata del fenomeno, la sua durata, la sua brutalità, il suo carattere sistemico e le sue conseguenze visibili ancora oggi, in un mondo in cui gli africani e le persone di origine africana sono vittime di “discriminazioni razziali e neocolonialismo”.

“Per giustificare l’ingiustificabile, i sostenitori e i beneficiari della schiavitù hanno costruito un’ideologia razzista, trasformando i pregiudizi in pseudoscienza”, ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres.

“Oggi è più importante che mai denunciare la menzogna della supremazia bianca e lavorare per la verità, la giustizia e la riparazione”, ha aggiunto.

La risoluzione invita gli stati a impegnarsi in un processo che permetta di riparare i torti del passato attraverso scuse formali, risarcimenti per i discendenti delle vittime, politiche di lotta contro il razzismo e restituzione dei beni culturali e spirituali saccheggiati.

“Testo altamente problematico”

“I responsabili della tratta transatlantica sono noti, paesi europei e Stati Uniti, e ci aspettiamo che presentino scuse formali all’Africa”, aveva dichiarato il 24 marzo all’Afp il ministro degli esteri ghaneano Samuel Okudzeto Ablakwa.

Gli Stati Uniti hanno giustificato il loro voto contrario definendo il testo “altamente problematico”.

“Gli Stati Uniti non riconoscono il diritto a risarcimenti per torti storici che non erano illegali in base al diritto internazionale dell’epoca”, ha dichiarato l’ambasciatore statunitense Dan Negrea.

I paesi dell’Unione europea e il Regno Unito hanno espresso posizioni simili, sottolineando però la “mostruosità” della schiavitù e decidendo di astenersi.