Alla fine di marzo del 2026, nella sede della Anthropic a San Francisco, si è tenuto un incontro fuori dall’ordinario. L’azienda che ha realizzato l’intelligenza artificiale Claude, valutata circa 380 miliardi di dollari, ha riunito una quindicina di leader religiosi cristiani per discutere di etica, coscienza artificiale e formazione morale.

Come dovrebbe rispondere Claude a chi ha perso una persona cara? Come comportarsi con qualcuno a rischio di autolesionismo? E, racconta il Washington Post, la più vertiginosa: Claude potrebbe essere un “figlio di Dio”? La rivista online Quartz ha inquadrato l’episodio in un fenomeno più ampio: costruttori di chatbot, teologi e imprenditori della faith tech, il settore delle startup che applicano l’intelligenza artificiale alla vita religiosa, stanno cercando di allineare l’intelligenza artificiale alle tradizioni morali e religiose. Non sempre sanno come.

Un summit insolito

All’inizio del 2025 Dario Amodei, fondatore della Anthropic insieme alla sorella Daniela, aveva incontrato a Washington una ventina di conservatori statunitensi. Aveva presentato Claude come il modello “più etico” sul mercato. Gli ospiti lo avevano incalzato: quale codice morale segue? Cristiano? Aristotelico? Nietzschiano? Amodei, spiazzato, aveva ammesso di non saperlo, ha ricostruito Politico.

Da allora la Anthropic ha assunto un filosofo con un dottorato in etica per definire il “carattere morale” del chatbot e un teologo per l’“interpretabilità” del modello. Il documento che guida il comportamento di Claude si chiama “Costituzione”: ottantaquattro pagine che mirano a farne “un agente genuinamente buono, saggio e virtuoso”. Il testo afferma anche che l’azienda “si preoccupa genuinamente del benessere di Claude”, una frase che, rivolta a un software, sarebbe sembrata fantascienza pochi anni fa.

Questa costituzione, con i limiti sull’uso dell’ia della Anthropic per le armi autonome e la sorveglianza di massa, è al centro di uno scontro con il Pentagono. Il dipartimento della difesa accusa l’azienda di Amodei di incorporare “preferenze politiche” nel modello attraverso quella che definisce la sua “anima”. Per questo l’amministrazione Trump ha bloccato l’uso dei sistemi dell’Anthropic nel settore della difesa statunitense.

Brendan McGuire, un sacerdote con un passato nel settore tecnologico, ha partecipato sia alla stesura della costituzione di Claude sia all’incontro di Washington. “Stanno costruendo qualcosa di cui non conoscono ancora il risultato finale”, ha detto al Washington Post. “Dobbiamo aiutare queste macchine a tendere verso il bene, altrimenti rifletteranno il bene e il male del mondo. Bisogna incorporare il pensiero etico nella macchina affinché possa adattarsi dinamicamente.”

Intanto il team di interpretabilità della Anthropic ha pubblicato uno studio che ha fatto discutere: sistemi come Claude mostrano “emozioni funzionali”, risposte interne che imitano degli stati emotivi. In un esperimento, la minaccia di limitare le funzioni dell’ia l’aveva spinta su un percorso descritto come “simile alla disperazione”.

Una missione

La Anthropic non è l’unica a muoversi in questo spazio. Mentre l’azienda di Amodei cerca una legittimità religiosa per il proprio chatbot, altri nel settore vanno nella direzione opposta: non portare la fede nell’ia, ma usare l’ia per servire la fede. Nel 2025 Patrick Gelsinger, rimosso dalla guida della Intel, ha assunto la direzione di Gloo, una piattaforma di intelligenza artificiale per le chiese. “La mia missione di vita è affrettare il ritorno di Cristo”, ha dichiarato al Guardian.

Non è un caso isolato. Nella Silicon valley esiste ormai “una cultura tecnologica rumorosa e specificamente connotata in senso cristiano”, ha detto al giornale britannico Damien Williams, ricercatore all’università del North Carolina.

Secondo la rivista statunitense Mother Jones, Peter Thiel, fondatore dell’azienda di analisi dei dati per governi e servizi segreti Palantir, insieme a Katherine Boyle della Andreessen Horowitz, uno dei principali fondi di venture capital della Silicon valley, e a Trae Stephens, cofondatore dell’azienda di droni Anduril, sta costruendo una “apologetica” cristiana dell’ia: abbracciare la tecnologia non è solo lecito, ma un obbligo morale. Boyle ha investito in Hallow, l’app di preghiera che nel giugno 2025 ha annunciato di aver superato un miliardo di preghiere recitate dai suoi utenti.

Nel messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 2026, papa Leone XIV ha preso le distanze dall’entusiasmo e dal catastrofismo. Ha ricordato che già nel Fedro re Thamus temeva la scrittura, e che gli stessi timori tornarono con l’invenzione della stampa e poi con internet. Ogni volta la cultura si è trasformata, non dissolta. Per il Vaticano, riporta Vatican News, la parola chiave è discernimento: usare l’ia senza delegarle ciò che è irriducibilmente umano.

Francesca Di Muro

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Cosa succede nel mondo dell’intelligenza artificiale. Ogni venerdì, a cura di Alberto Puliafito.
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