Il 26 marzo il parlamento europeo ha approvato un inasprimento della politica migratoria dell’Unione europea (Ue), dando il via libera ai cosiddetti “hub di rimpatrio” situati al di fuori degli stati membri.

Quest’inasprimento della politica migratoria ha il sostegno della maggioranza dei ventisette, nonché dei deputati europei di destra ed estrema destra, che hanno accolto l’esito della votazione con un grande applauso in aula.

Oggi solo il 20 per cento delle espulsioni sancite nell’Unione europea viene effettivamente eseguito, un dato che suscita le critiche dei sostenitori della linea dura sui migranti.

Sottoposta a forti pressioni, nel 2025 la Commissione europea aveva quindi presentato un testo il cui obiettivo principale era aumentare il numero delle espulsioni, che è stato approvato la mattina del 26 marzo da un’ampia maggioranza di deputati europei di destra, estrema destra e centro.

“Il testo serve a garantire un principio semplice: se entri illegalmente in Europa, puoi stare certo che non ci resterai”, ha dichiarato l’eurodeputato di centrodestra francese François-Xavier Bellamy.

Autorizza gli stati membri a creare degli “hub di rimpatrio”, centri situati al di fuori dell’Ue per la detenzione di persone la cui domanda d’asilo è stata respinta.

L’idea di creare centri di questo tipo per migranti, prima o dopo l’esame della loro domanda d’asilo, non è nuova.

L’Italia ne ha creato uno in Albania che è però rimasto spesso vuoto a causa di una serie di ricorsi giudiziari. A febbraio ospitava circa novanta persone, secondo una fonte interna alle autorità italiane.

Un’intesa simile era stata firmata anche dal Regno Unito e dal Ruanda, ma Londra aveva poi abbandonato il progetto. I due paesi sono ora in causa davanti a una corte d’arbitrato internazionale.

Da qualche settimana un piccolo gruppo di stati membri dell’Ue (Danimarca, Austria, Grecia, Germania e Paesi Bassi) sta lavorando al lancio di progetti pilota “entro la fine dell’anno”, secondo un diplomatico.

Altri paesi, tra cui la Francia e la Spagna, sono invece scettici sull’efficacia di questi centri.

“La votazione al parlamento europeo costituisce un passo indietro storico per i diritti dei rifugiati”, ha dichiarato Marta Welander, dell’ong International rescue committee. “L’Ue punta a normalizzare la detenzione delle persone vulnerabili, comprese quelle minorenni”.

Come altre misure in materia d’immigrazione, il testo era stato messo a punto al parlamento europeo grazie a una collaborazione tra la destra e l’estrema destra, che ha suscitato forti polemiche soprattutto in Germania.

“Resterà impresso nella storia che la cosiddetta destra tradizionale ha collaborato con l’estrema destra alla stesura del testo, mettendo definitivamente fine al suo isolamento”, ha dichiarato l’eurodeputata ecologista francese Mélissa Camara.