Almeno 69 persone sono morte e decine risultano disperse a causa del naufragio di un’imbarcazione di migranti al largo della Mauritania, avvenuto nella notte tra il 26 e il 27 agosto, secondo un nuovo bilancio fornito il 29 agosto dalla guardia costiera locale.

Il precedente bilancio del naufragio, avvenuto circa ottanta chilometri a nord della capitale Nouakchott, era di 49 morti e un centinaio di dispersi.

“Il numero dei corpi recuperati ha raggiunto quota 69”, ha dichiarato un funzionario della guardia costiera mauritana. Secondo il funzionario, a bordo dell’imbarcazione c’erano 160 persone di nazionalità senegalese o gambiana, 17 delle quali sono state soccorse.

L’imbarcazione, partita dal Gambia la settimana precedente, “si è capovolta al largo di Lemhaijratt”, ha precisato.

Negli ultimi anni la Mauritania, uno stato prevalentemente desertico dell’Africa occidentale con più di settecento chilometri di costa sull’oceano Atlantico, è diventata un punto di partenza per migranti provenienti da tutto il continente che cercano di raggiungere l’Europa via mare.

In un rapporto pubblicato il 27 agosto, l’ong Human rights watch (Hrw) aveva accusato le autorità mauritane di gravi violazioni dei diritti umani di migranti e richiedenti asilo, compiute tra il 2020 e il 2025.

Il rapporto, basato su centinaia di testimonianze, denuncia torture, stupri, maltrattamenti fisici, arresti, detenzioni arbitrarie ed estorsioni.

I migranti internati nei centri di detenzione mauritani hanno riferito di “trattamenti disumani”, tra cui mancanza di cibo, pessime condizioni igieniche e percosse.

L’ong ha anche contestato gli accordi migratori stipulati dall’Unione europea e dalla Spagna con la Mauritania, nonostante le violazioni dei diritti umani.

10.457 morti o dispersi

Negli ultimi anni decine di migliaia di migranti sono morti nel tentativo di raggiungere l’arcipelago spagnolo delle Canarie.

Secondo l’ong spagnola Caminando fronteras, solo nel 2024 sono stati registrati 10.457 morti o dispersi in mare.

Il ministero dell’interno spagnolo ha però riferito che tra il 1 gennaio e la metà di maggio gli arrivi si sono ridotti del 34,4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024.