La mattina del 25 agosto cinque giornalisti, tra cui dei collaboratori di Al Jazeera, Reuters e Associated Press (Ap), sono rimasti uccisi negli attacchi israeliani contro un ospedale nel sud della Striscia di Gaza, che ha causato venti morti, secondo la difesa civile palestinese.

L’emittente tv Al Jazeera e le agenzie di stampa Reuters e Ap hanno denunciato la morte di un collaboratore ciascuna, esprimendo shock e tristezza.

L’esercito israeliano ha ammesso di aver condotto “un attacco nella zona dell’ospedale Nasser a Khan Yunis”, precisando di non aver preso di mira volontariamente dei giornalisti e annunciando l’apertura di un’inchiesta.

Secondo il portavoce della difesa civile Mahmoud Bassal, l’ospedale è stato colpito due volte dall’esercito israeliano, prima da un drone esplosivo e poi da un bombardamento aereo mentre erano in corso le operazioni di soccorso. Sarebbe rimasto ucciso anche un membro della difesa civile.

Al Jazeera ha annunciato la morte di uno dei suoi fotoreporter, Mohammad Salama, due settimane dopo aver perso quattro giornalisti e due freelance in un raid mirato dell’esercito israeliano, che accusava uno di loro di essere un esponente di Hamas. L’emittente qatariota aveva respinto l’accusa.

“Siamo devastati dalla notizia della morte di Hossam al Masri, un nostro collaboratore, durante gli attacchi israeliani contro l’ospedale Nasser”, ha dichiarato in un comunicato un portavoce dell’agenzia di stampa anglocanadese Reuters.

La statunitense Ap si è invece detta “scioccata e rattristata” per la morte di Mariam Dagga, 33 anni, una fotoreporter che collaborava con l’agenzia dall’inizio della guerra.

Secondo il sindacato dei giornalisti palestinesi, le altre due vittime sono Moaz Abu Taha e Ahmad Abu Aziz.

Prima della strage, le ong Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj) e Reporter senza frontiere (Rsf) denunciavano l’uccisione di quasi duecento giornalisti dall’inizio della guerra nella Striscia di Gaza.

L’ospedale Nasser è una delle ultime strutture sanitarie ancora parzialmente funzionanti a Gaza. Dall’inizio della guerra è stato più volte preso di mira da Israele.