Il 21 agosto, a quasi tre anni dal sabotaggio dei gasdotti russi Nord Stream nel mar Baltico, è stato arrestato in Italia un cittadino ucraino sospettato di essere uno dei coordinatori del commando.

Si è trattato del primo arresto legato al caso, che è particolarmente delicato a causa della guerra in corso tra Ucraina e Russia.

In un comunicato stampa emesso il 21 agosto, la procura federale tedesca, specializzata nei casi di terrorismo, ha annunciato che “il cittadino ucraino Serhii K. è stato arrestato dalla polizia italiana in provincia di Rimini, in applicazione di un mandato d’arresto europeo”.

“Serhii K. faceva parte di un gruppo che, nel settembre 2022, aveva piazzato degli esplosivi sui gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2, vicino all’isola danese di Bornholm”, ha dichiarato la procura tedesca.

“Era probabilmente uno dei coordinatori dell’operazione”, ha aggiunto.

A Berlino solo la ministra della giustizia Stefanie Hubig ha reagito all’annuncio, elogiando un “grande successo della procura”.

Il 26 settembre 2022 quattro fughe di gas precedute da esplosioni sottomarine erano state rilevate sui gasdotti Nord Stream 1 e 2, che collegano la Russia alla Germania.

Mosca aveva reagito sospendendo le forniture di gas attraverso il Nord Stream 1, mentre il Nord Stream 2 non è mai entrato in funzione.

Dopo il sabotaggio le autorità di Germania, Svezia e Danimarca avevano aperto delle inchieste.

Il sospetto degli inquirenti era che dietro il sabotaggio ci fosse uno stato.

Ucraina, Russia e Stati Uniti hanno sempre smentito con forza il loro coinvolgimento.

La pista ucraina

Nel comunicato la procura federale tedesca ha affermato che Serhii K. e i suoi complici “hanno usato una barca a vela partita da Rostock (un porto tedesco sul Baltico, ndr)”.

“La barca era stata noleggiata da un’azienda tedesca usando documenti d’identità falsi, tramite intermediari”, ha aggiunto.

Il sospetto dovrebbe essere trasferito dalle autorità italiane in Germania, dove comparirà davanti alla corte federale di giustizia.

Nel 2024 alcuni mezzi d’informazione tedeschi, tra cui l’emittente tv pubblica Ard e i giornali Die Zeit e Süddeutsche Zeitung, avevano rivelato che le indagini si stavano concentrando su una pista ucraina, con mandati d’arresto emessi per un sommozzatore professionista e altre due persone.

Il sommozzatore, identificato come Volodymyr Z., viveva in Polonia ma era riuscito a fuggire in Ucraina prima di essere arrestato.

Il giorno dopo queste rivelazioni il quotidiano statunitense The Wall Street Journal aveva affermato che il piano era stato supervisionato dall’ex comandante in capo delle forze armate ucraine Valerij Zalužnyj. La presidenza ucraina aveva reagito denunciando “accuse assurde”. Pochi giorni dopo Mosca aveva accusato Washington di essere coinvolta nell’operazione.