L’11 agosto l’Unione europea ha convicato una riunione d’emergenza dei suoi capi diplomatici, cercando d’influenzare i colloqui previsti per questa settimana tra Donald Trump e Vladimir Putin sulla guerra in Ucraina, che fanno temere un accordo a spese di Kiev.
Gli europei hanno intensificato i contatti e cercato di fare fronte comune a favore dell’Ucraina, da quando è stato annunciato il vertice tra il presidente degli Stati Uniti e quello russo che si terrà in Alaska. Secondo Donald Trump, nel vertice si discuterà di un possibile accordo che preveda “scambi di territorio” per porre fine al conflitto che da più di tre anni miete decine di migliaia di vittime.
Allo stato attuale, tuttavia, non è prevista la presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, anche se rimane “possibile” secondo Matthew Whitaker, ambasciatore degli Stati Uniti alla Nato.
“Il presidente Trump ha ragione a dire che la Russia deve porre fine alla sua guerra contro l’Ucraina. Gli Stati Uniti hanno il potere di costringere la Russia a negoziare seriamente”, ha ribadito in una dichiarazione il capo della diplomazia dell’Unione europea, Kaja Kallas.
Ma ha insistito, “qualsiasi accordo tra Stati Uniti e Russia deve includere l’Ucraina e l’Unione europea, perché si tratta di una questione di sicurezza per l’Ucraina e per l’intera Europa”.
Ha annunciato una “riunione straordinaria” dei ministri degli esteri dell’Unione europea in una videoconferenza, alla presenza del loro omologo ucraino Andrij Sybigua “per discutere i prossimi passi”.
Questo scambio si aggiungerà a una serie di contatti nel corso del fine settimana, con un incontro nel Regno Unito tra i consiglieri europei e americani per la sicurezza nazionale, alla presenza del vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance e numerose conversazioni telefoniche.
Negli ultimi tre giorni, il capo di stato ucraino ha avuto colloqui con tredici leader europei e con i presidenti di Kazakistan e Azerbaigian. E Kiev “lavora bene con gli Stati Uniti. Non passa giorno senza che comunichiamo su come raggiungere una pace autentica. Sappiamo che la Russia intende ingannare l’America”, ha avvertito Zelensky nel suo messaggio serale.
Vladimir Putin ha parlato con nove capi di stato o di governo in tre giorni, tra cui Xi Jinping, Narendra Modi e Luiz Inácio Lula da Silva. Donald Trump, che ha promesso di risolvere il conflitto ucraino entro ventiquattr’ore al suo ritorno alla Casa Bianca, ha avviato uno spettacolare riavvicinamento con il presidente russo. Ma ha mostrato una crescente frustrazione quando la Russia ha intensificato i suoi bombardamenti sull’Ucraina negli ultimi mesi.
L’annuncio del vertice in Alaska è arrivato lo stesso giorno in cui è scaduto un ultimatum al Cremlino per porre fine al peggior conflitto armato in Europa dalla seconda guerra mondiale.
I combattimenti e i bombardamenti sono continuati da allora: sei persone sono state segnalate come morte negli attacchi russi di domenica in Ucraina, dove una bomba russa ha colpito anche l’affollata stazione centrale degli autobus di Zaporižžja (est), ferendo venti persone.
Da parte russa, un attacco di droni ucraini contro “imprese industriali” ha causato un morto ad Arzamas, nella regione di Nižnij Novgorod, a più di settecento chilometri dal confine ucraino, secondo le autorità regionali.
I leader di Francia, Germania, Italia, Polonia, Regno Unito e Finlandia, nonché il presidente della commissione europea, hanno esortato il presidente degli Stati Uniti ad aumentare la “pressione” sulla Russia.
I due paesi ritengono che qualsiasi negoziato debba svolgersi “nel contesto di un cessate il fuoco o di una riduzione delle ostilità” e hanno avvertito che una soluzione diplomatica dovrebbe includere “garanzie di sicurezza solide e credibili” per l’Ucraina.
L’esercito russo controlla attualmente circa il 20 per cento del territorio ucraino. Mosca chiede all’Ucraina di consegnare quattro regioni parzialmente occupate (Donetsk, Lugansk, Zaporižžja e Kherson), oltre alla Crimea annessa nel 2014, e di rinunciare alle forniture di armi occidentali e a qualsiasi adesione alla Nato. Queste richieste sono inaccettabili per Kiev.
Donald Trump “sta facendo pressione su Putin”, ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte alla tv Abc, affermando che “il 15 agosto sarà importante, perché si tratterà di mettere alla prova Putin e determinare il suo impegno a porre fine a questa terribile guerra”.