Il 23 luglio le delegazioni di Ucraina e Russia hanno partecipato a un terzo ciclo di negoziati diretti a Istanbul, constatando la “distanza” delle rispettive posizioni riguardo alla fine della guerra e concordando solamente un nuovo scambio di prigionieri.
Dopo appena un’ora di discussioni al palazzo di Çırağan i negoziatori hanno constatato che “le posizioni rimangono distanti”, ha dichiarato alla stampa Vladimir Medinskij, il capo della delegazione russa.
Prima dei colloqui il Cremlino aveva raffreddato le speranze di progressi reali per chiudere la guerra cominciata nel febbraio 2022, che ha causato decine di migliaia di morti e feriti.
“Le proposte delle parti per mettere fine al conflitto sono diametralmente opposte”, aveva dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov.
I negoziatori hanno però concordato un nuovo scambio di 1.200 prigionieri per parte, ha riferito Medinskij.
Mosca ha anche proposto a Kiev la restituzione dei corpi di tremila soldati ucraini, nonché dei cessate il fuoco di “24-48 ore” per agevolare gli scambi di morti e feriti.
Da parte sua l’Ucraina ha proposto un incontro tra i presidenti dei due paesi, Volodymyr Zelenskyj e Vladimir Putin, entro la fine di agosto, forse in presenza dei presidenti di Stati Uniti e Turchia, ha dichiarato il capo della delegazione di Kiev Rustem Umerov.
Il nuovo ciclo di negoziati diretti era stato organizzato su pressione del presidente statunitense Donald Trump, che il 14 luglio aveva dato alla Russia cinquanta giorni di tempo per mettere fine alla guerra in Ucraina ed evitare così delle dure sanzioni economiche.
Intanto, il 23 luglio il ministero della difesa russo ha rivendicato la conquista del villaggio di Varačyne, nella regione di Sumy, nel nordest dell’Ucraina.
Nella notte tra il 22 e il 23 luglio tre persone erano rimaste uccise nei bombardamenti russi sulla regione ucraina di Cherson.
Il 24 luglio le autorità del territorio di Krasnodar, nel sudovest della Russia, hanno invece riferito che una donna è morta in un attacco ucraino con i droni a Soči.
Il 23 luglio Washington ha annunciato di aver approvato una nuova vendita di armi all’Ucraina, destinata a rafforzare la sua difesa antiaerea, per un importo di 322 milioni di dollari.