Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Potresti approfondire un po’ il concetto di spazio di autonomia erotica? Mi è stato di grande aiuto nella mia relazione, ma mi chiedo quali siano i confini di questa zona. Il mio partner è un grande entusiasta di porno e masturbazione, e nel corso degli anni questo ha causato parecchi attriti (piacevoli per lui, molto meno per me). Siamo quasi arrivati a lasciarci per cose come:

1. Messaggi a creatrici di contenuti. Lui in questo ha davvero esagerato, con scambi in privato costanti, videochiamate, invio di foto eccetera, che in pratica erano tresche in rete.
2. Seghe su foto di gente che conosciamo, comprese le mie amiche.
3. Ultimamente, porno fabbricato su misura con l’ia, anche usando le sopracitate foto di gente che conosciamo.
4. Frequenza della masturbazione che interferisce con la quantità e la qualità dei nostri rapporti sessuali.

Da un lato convengo con te che lui abbia diritto all’autonomia erotica. Cosa fa con il corpo sono affari suoi ed è giusto che le persone abbiano le loro fantasie private e depravate senza subire censure mentali né controlli. Dall’altro, certe cose sono di uno schifo immorale, mi fanno perdere il rispetto e la fiducia nei suoi confronti. E in più si ripercuotono su di me e sulla nostra vita sessuale. In pratica questa è l’unica cosa per cui litighiamo, e ogni volta che risolviamo un problema mi pare che ne spunti fuori un altro. Quindi potresti dirmi di più su dove inizia e dove finisce questo spazio di autonomia, secondo te? È mai possibile fare il poliziotto dei pensieri di chi si masturba? È si può trovare un compromesso felice con uno come il mio partner?

–Reluctant Thought Police Officer

I pensieri, le fantasie e i desideri ricadono all’interno dello spazio di autonomia erotica, Rtpo, e non possiamo mettere sotto controllo quelli dei nostri partner né tollerare che un partner lo faccia con noi. Chi ha sottoscritto un patto di monogamia è tenuto a rispettarlo, ovviamente, ma fantasticare o masturbarsi pensando ad altri ricade all’interno dello spazio di autonomia. Quello che ci eccita è soggettivo, e i kink sono innati; finché un partner non ci costringe a condividere i suoi kink, e finché questi non trasformano la nostra attrazione verso il partner in disgusto, vanno considerati parte dello spazio autonomo e non si possono controllare.

  1. I creatori di contenuti sono persone in carne e ossa, e le interazioni erotiche con persone in carne e ossa – comprese quelle che si svolgono in rete – ricadono (subito) al di fuori dello spazio di autonomia erotica. Lui non sta appagando una sua fantasia privata; sta interagendo con esseri umani, nella fattispecie professioniste pagate a ore. Se la cosa non ti sta bene per ragioni emotive o economiche, hai tutto il diritto di obiettare.

  2. Da che mondo è mondo, la gente ha sempre fantasticato su amici, colleghi e parenti dei partner. Ai vecchi tempi chiudevi gli occhi e pensavi alla persona che ti saresti voluta scopare al posto del partner o in aggiunta a, e il partner non poteva scoprirlo. Oggi gli imbecilli si salvano nel computer le foto degli amici, colleghi eccetera dei partner o bombardano di cuoricini le foto ammicanti della cognata e i partner se ne accorgono. Se il tuo fidanzato non riesce a tenerti nascosti certi comportamenti, dovrebbe evitarli.

  3. Mamma che schifo. Il tuo fidanzato può benissimo fantasticare su chi gli pare, ma creare video con l’ia e lasciarli dove la sua fidanzata può trovarli (o parlargliene) è una mancanza di tatto imperdonabile. E se non è abbastanza sveglio da nasconderti quei video, allora non lo è neanche abbastanza da assicurarsi che si trovino su un dispositivo sicuro in una cartella protetta. Qui siamo fuori dallo spazio autonomo.

  4. Se il tuo fidanzato passa tutto il tempo, e consuma tutta la sua energia erotica, a masturbarsi su video generati con l’ia che hanno per protagoniste le tue amiche e colleghe, allora le sue fantasie e le sue abitudini di creazione e consumo di porno hanno un impatto negativo sulla vostra vita sessuale condivisa e la vostra relazione, e nessuna delle due cose ricade nella sua zona di autonomia erotica.

Voler controllare i pensieri, le fantasie e i desideri altrui è sbagliato – oltre che impossibile – ma i pensieri e le fantasie del tuo fidanzato non sono privati se tu devi continuamente sbatterci il muso contro. Non so se sia il tuo fidanzato a lasciare tracce evidenti ovunque o se sia su a cercarle, Rtpo, ma non puoi far funzionare questo rapporto se lui non è capace di essere discreto o se tu non sai resistere all’impulso di frugargli nel portatile e nel telefono.

Ps. Se sta facendo come certi uomini schifosi, cioè se lo fa apposta a lasciarti sotto il naso i porno che guarda (e che crea) per minare la tua autostima, non è solo un imbecille privo di tatto e di autocontrollo, è un sadico pezzo di merda che devi eliminare dalla tua vita.

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Illustrazione di Francesca Ghermandi

Una mia amica ha appena deciso di sposarsi. Il fidanzato le ha detto che a un certo punto della sua vita voleva fare una cosa a tre e che non l’avrebbe sposata se lei non avesse accettato. Non ha insistito per farlo subito per forza prima del matrimonio. Basta che prima o poi succeda. È la sua fantasia numero uno. La mia amica gli ha detto che ci stava “assolutamente” (ha proprio usato quella parola), ma solo una volta sposati. A me però ha rivelato che non ha nessuna intenzione di fare una cosa a tre insieme a lui. La sua idea, dopo il matrimonio, è di tirarla in lungo finché lui non si arrenderà e smetterà di chiederglielo. È strano che lui ponga l’avventura a tre come condizione per sposarla (mi pare un po’ una forzatura), ma è altrettanto strano fingere di accettare questa condizione (mi pare una presa in giro bella e buona). Non credo sia giusto che lui detti le regole, ma non trovo neanche giusto che lei lo sposi con l’inganno. Mi sembra un disastro annunciato. Dovrei fare qualcosa? E se sì, cosa?

–My Friend’s Marriage

Nel corso degli anni ho ricevuto molte lettere di persone (quasi sempre uomini) i cui coniugi (quasi sempre donne) avevano acconsentito a una certa avventura sessuale – o alla possibilità generica di avventure nella vita sessuale – prima del matrimonio, salvo poi rimangiarsi la parola. Alcune erano sincere quando hanno promesso di fare quella cosa a tre o di continuare a frequentare tutte quelle feste a base di sesso, mentre altre hanno detto quello che i partner volevano sentirsi dire (“Certo che ci sto a farlo in tre una volta!”) per farsi dire dai partner quello che volevano sentirsi dire loro (“Mi vuoi sposare?”).

Chi mente sulla propria disponibilità a una cosa a tre non sta solo scommettendo sul fatto che il coniuge prima o poi si arrenderà e smetterà di chiederlo, Mfm, ma anche sul fatto che il coniuge non se la prenderà a male perché “alla fine è solo sesso”, e il matrimonio e la famiglia sono più importanti eccetera eccetera.
È una pessima scommessa.

Se qualcuno chiede una cosa a tre prima di acconsentire a sposarti, è chiaro che non considera il sesso a tre una cosuccia senza importanza. Quindi non è detto che il marito della tua amica la lasci quando si renderà conto che lei gli ha mentito, perché il divorzio è una rottura di palle infinita e magari ci saranno di mezzo dei bambini. Ma di sicuro se la prenderà a male. E anche se resteranno insieme, la tua amica sta aumentando le probabilità che il suo diventi un matrimonio infelice.

Ps. A volte chi si rimangia la parola era sincero quando ha accettato di fare quella cosa a tre o di continuare a frequentare quelle feste. L’arrivo dei figli, per esempio, spesso rende anche le persone più avventurose (sessualmente e non) più restie a correre rischi: un’avventura che prima di diventare genitori sembrava sexy, divertente e ragionevole può non esserlo altrettanto dopo. Ecco perché raccomando sempre alle coppie di vivere la loro prima avventura a tre prima del matrimonio.

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Sono una donna poliamorosa di mezza età, e fino a poco tempo fa frequentavo un uomo poliamoroso. Molti credono che le persone poliamorose non possano tradire, ma agli inizi della nostra frequentazione questo tizio mi ha rivelato di aver detto alla moglie che usa sempre il preservativo con le altre. Oggi so che non è sempre così. Cioè all’inizio con me lo usava, finché dopo una sera in cui mi ha fatto ripetutamente pressione per farlo senza, mi ha fatto questa confessione. Esther Perel dice che se tradisci, devi smettere, e che non è necessario dirlo al proprio partner; anzi, non dirglielo può essere in un certo senso un atto d’amore. Questo caso però mi sembra diverso, perché parliamo di dieci anni di bugie raccontate alla moglie sulla sua salute sessuale e i rischi che le sta facendo correre. Avrei voglia di dirlo alla moglie e alle altre della comunità eticamente non monogama in cui viviamo. Però non voglio neanche distruggergli la famiglia, i figli e la vita. Ho ancora un minimo di compassione per tutte le persone coinvolte. Qual è la cosa più etica da fare in questo caso? Tu che faresti?

–Seriously Torn Inside

Potresti dire qualcosa tu, Sti, o lasciare che sia la clamidia a farlo.
Allargando per un attimo l’inquadratura: se l’uomo che stai frequentando è il tipo di “poli” che mente alla moglie – da decenni! – sull’uso del preservativo con altre partner, ci sono buone probabilità che le abbia già trasmesso un’infezione sessuale.

Il che significa che il loro matrimonio è già sopravvissuto alla bomba che stai pensando di sganciare. Perciò, che la moglie lo scopra da te (“C’è una cosa che devi sapere”) o dal medico (“Signora, è risultata di nuovo positiva alla clamidia”), quasi sicuramente il loro matrimonio sopravvivrà. Stando a questo ragionamento, sarebbe bene dirglielo, se pensi di doverlo fare – e fossi in te io glielo direi di corsa – ma non devi neppure sentirti tremendamente in colpa se non ne hai il coraggio. Perché prima o poi, Sti, sarà lui a tradirsi.

Ps. Uno dei motivi per cui le persone eticamente non monogame o kinky creano delle “comunità” è stabilire norme comuni di sicurezza, trasparenza e responsabilità. Se le tue amiche nella vostra comunità eticamente non monogama corrono dei rischi con quest’uomo, dovresti informarle. Se la cosa arriva alle orecchie della moglie, peggio per lui.

(Traduzione di Francesco Graziosi)

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