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Due giorni nella vita di due persone innamorate. Il primo, quando tutto comincia, e l’ultimo, quando ci si lascia. A chi legge, la possibilità di immaginare cosa è successo in mezzo. In questa puntata: Hugo, 11 anni.
Il primo giorno
“Sono già andato una prima volta nella mia futura scuola media quest’estate, per fare le selezioni sportive. Non sono stato preso, ma mi ha permesso di scoprire il grande edificio marrone e nero sul ciglio della strada dove studierò. Sono emozionato all’idea di entrare in prima media, e anche un po’ stressato. Ma soprattutto non vedo l’ora che cominci.
Per il primo giorno ho messo i pantaloni blu, quelli con il risvolto che fanno vedere bene le mie Vans, mi piace lo stile un po’ da skater, lo snowboard e il wakeboard. Voglio essere carino, è importante. In bagno, tra tutti i prodotti di mia madre, c’è il mio barattolo di cera per capelli. Da qualche tempo la uso, faccio una piccola onda e penso che mi stia bene.
È il primo giorno di scuola. Ritrovo i miei amici delle elementari, mi rassicura non essere completamente solo e vedere che non tutto è nuovo. Le liste dei nomi sono appese all’ingresso delle aule. Per fortuna conosco già alcuni compagni della mia classe.
Due giorni dopo c’è tutta la scuola. Con i miei amici, cominciamo a guardare le ragazze. Non quelle di terza, sono troppo grandi. Non mi piacciono le bionde, preferisco le more. La scuola ci ha organizzato una gita per integrarci alla duna di Pilat, è un bel posto per fare conoscenza. Saliamo sul pullman, nonostante le mascherine siamo tutti un po’ eccitati. Sono seduto accanto a un amico, e decidiamo di parlare con le due ragazze dietro di noi. Gli chiedo dove abitano, se gli piace la scuola o no. Non ci provo subito, cerco prima di conoscerle.
Una di loro si chiama Clara. Le chiedo il suo contatto su Snapchat, è sempre così che parliamo tra noi, con quest’app. Ci sono tante persone che fanno fatica nella vita reale, e sono più a loro agio nel virtuale. Ma la cosa non funziona, lei preferisce mettersi con il più bello della prima media, Luka. È il più bello perché piace a tutte le ragazze. Ha stile nel modo di vestirsi, e poi è muscoloso. Se la tira un po’, si alza la maglietta in cortile e fa vedere gli addominali. Quando lo vediamo fare così, io e i miei amici siamo invidiosi e lo prendiamo in giro.
Poi comincio le lezioni di ginnastica. Mi piacciono i tappeti c0lorati, i trampolini, le parallele. Siamo insieme a quelli del secondo anno, tra cui Wendy. La guardo per tutta la lezione, e lei guarda me. Anche i miei amici lo notano: ‘Ehi, ti sta guardando’. Rimango a bocca aperta perché ci conosciamo dalle elementari, lei era un anno avanti a me. E anche perché la trovo bella, bella di viso, bella di corpo, bella dappertutto. E poi fa delle bellissime ruote e verticali, è bravissima in ginnastica.
All’uscita degli spogliatoi, un’altra ragazza di seconda, un’amica di Wendy che si chiama Andréa, viene da me: ‘C’è una di seconda che ha una cotta per te, ti trova molto carino’. E si allontana. La rincorro: ‘Chi è? Chi è?’. ‘È Wendy’, mi risponde Andréa sorridendo. Sono felicissimo, la mia cotta è corrisposta. Ma avere una cotta non significa essere innamorati, vuol dire che trovi bella una persona, che provi qualcosa per lei. Tornato a casa, è la prima cosa che racconto a mia madre. Wendy. Ci penso tutta la notte. Devo trovare un modo per parlarle. Anche lei nella vita reale è timida”.
L’ultimo giorno
“Una mattina scendo dall’autobus scolastico che mi porta a scuola. Davanti a me c’è Wendy, le parlo. Tutto impacciato, le chiedo: ‘È vero che hai una cotta per me?’. ‘Ma no, le mie amiche ti hanno fatto uno scherzo’, spiega lei, imbarazzata. Ero tutto contento, e invece niente. Mi scoccia dirlo ai miei amici, davanti ai quali facevo il figo con Wendy che, per di più, è in seconda media. Sono molto arrabbiato e scoraggiato.
Prima di Wendy, sono stato innamorato una volta. Si chiamava Johanne. Ero felice di stare con lei, era carina, gentile, divertente. Eravamo piccoli, ma lei voleva darmi i baci sulla bocca. Un giorno mi ha lasciato. Ero sul pianerottolo di casa sua e mi ha detto: ‘Ti lascio’. Ho pianto per tutto il tragitto di ritorno in auto con mia madre. Ho pianto per due giorni, ero tristissimo, non capivo bene perché. ‘Anche tu, quando papà ti ha lasciato, piangevi molto’, ho provato a spiegare a mia madre. Mi ha risposto che in realtà per lei era stato un po’ più difficile: un divorzio non è proprio come la fine di un amore delle elementari.
Di fatto i miei amici sono tutti in coppia. Théo e Ali stanno con Inès e Léna. Certo, alla nostra età non vuol dire granché. Ali, per esempio, non le parla nemmeno. Théo le tiene a volte la mano in cortile. Con loro facciamo il gioco delle probabilità: ‘Da uno a dieci, quanto sei disposto a dirle che la ami?’, indicando una ragazza della scuola. Anche se sono cose inventate, ci diverte scommettere su questo.
Le amiche di Wendy tornano da me durante la ricreazione e mi danno un biglietto. Lo apro, sopra mi ha scritto il suo contatto Snapchat. Le scrivo ‘ciao’ e poi passiamo quattro ore a parlare sul telefono. Ricomincio a crederci, ho di nuovo delle speranze. Due giorni dopo, esco dalla mensa e vedo di nuovo le sue amiche. Questa volta per parlarmi di Andréa, quella che mi aveva avvicinato in palestra. ‘Ti piace Andréa?’. ‘Come amica o per amore?’. ‘Amore’. ‘Ah, beh, no, ma perché?’. ‘Perché Andréa è innamorata di te’. Mi sembra strano e non riesco a capire bene: è stata Andréa a dirmi che Wendy aveva una cotta per me. Sul momento, accetto di mettermi con lei, è una ragazza di seconda.
Poi alla fine delle lezioni, davanti ai cancelli della scuola, Andréa si toglie la mascherina, non l’avevo mai vista senza. Non la trovo bella come Wendy. La sera, da casa, le scrivo che in fondo non ci conosciamo, che non possiamo stare insieme. Il giorno dopo Andréa mi dà una lettera d’amore scritta a mano: ‘Non farla vedere ai tuoi amici’. È un’enorme dichiarazione, sono ‘il ragazzo più bello, il più gentile, l’uomo della sua vita’. Non rispondo alla sua lettera, le spiego solo che esagera. Cosa vuol dire ‘l’uomo della mia vita’ in prima media? Da allora Andréa non mi parla più.
Con Wendy ci mandiamo tanti cuori su Snapchat, e una volta anche un ‘ti amo’. Le sue amiche sono venute di nuovo da me: ‘Ti piace Wendy?’. ‘Sì!’, ho ammesso. Ma non ci parliamo molto a scuola. Lei pensa che io sia il suo ‘migliore amico’, e mi ha spiegato che, comunque, con il covid non potremmo baciarci né mangiare insieme a mensa, quindi non vale la pena mettersi insieme. Wendy è innamorata di un altro di prima media che si chiama Noah, che trova più bello di me, ma Noah ama solo le bionde, al contrario di me. L’amore è un casino, è difficile, hai paura di prendere un palo, e dopo ci stai male. Alle medie si parla troppo d’amore”.
(Traduzione di Andrea De Ritis)
Amore che vieni, amore che vai è una serie del quotidiano francese Le Monde che racconta il primo e l’ultimo giorno di una storia d’amore. Qui ci sono tutte le puntate.
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