Mentre Francia e Spagna combattono contro i più devastanti incendi boschivi della loro storia recente, gli esperti hanno lanciato l’allarme su un fenomeno che potrebbe aggravare gli effetti dei roghi: i pirocumulonembi, conosciuti anche come “nubi di fuoco”.
Di solito gli incendi si diffondono in condizioni atmosferiche calde, ventose e secche, ma i più gravi possono generare dei propri sistemi meteorologici. Uno degli esempi più significativi sono i pirocumulonembi, temporali creati dal fuoco.
Ecco alcune informazioni sui pirocumulonembi.
Cosa sono?
In sintesi, i pirocumulonembi (cumulonimbus flammagenitus, CbFg) sono enormi nubi temporalesche generate dagli incendi boschivi.
I grandi roghi emettono enormi quantità di energia e calore che salgono rapidamente sotto forma di colonna di fumo. Quando la colonna arriva abbastanza in alto, la bassa pressione atmosferica la raffredda. A quel punto l’umidità si condensa e forma una nube, che può generare fulmini e condizioni di forte vento.
Se un incendio è sufficientemente esteso e intenso, la colonna di fumo può formare un pirocumulonembo, che è in grado di arrivare a un’altitudine di 10-15 chilometri, raggiungendo la stratosfera. La Nasa definisce questo fenomeno “drago sputafuoco delle nubi”.
“Nella colonna di fumo si forma un temporale in piena regola”, spiega Rick McRae, che fa parte di un gruppo di ricerca sugli incendi presso l’università del New South Wales (Unsw), in Australia. “Questi fenomeni possono raggiungere dimensioni di diecimila chilometri cubi, producendo quindi conseguenze importanti”.
Perché sono così pericolosi?
I pirocumulonembi possono generare venti che accelerano la propagazione degli incendi e creare fulmini che innescano nuovi roghi.
Secondo gli esperti, le raffiche di vento rendono gli incendi più imprevedibili, aumentando i rischi per i pompieri.
“Le nubi di fuoco sono la conferma della pericolosità di un rogo”, spiega McRae, che per trent’anni ha lavorato come responsabile delle operazioni antincendio. “In alcuni casi sono anche la conferma che abbiamo fatto bene a trasferire un gran numero di persone”.
Quanto sono frequenti?
In Australia i primi casi di pirocumulonembi sono stati osservati all’inizio del secolo. Secondo gli esperti, gli episodi stanno diventando sempre più frequenti.
Le nubi di fuoco si sono formate anche durante i devastanti incendi che hanno colpito la California nel 2022, ma potrebbero essere una novità assoluta in Francia.
Se le informazioni preliminari saranno confermate, gli incendi in corso nel dipartimento francese della Gironda sono stati i primi a creare pirocumulonembi.
“La cosa più importante non è capire se si sia trattato davvero di pirocumulonembi, ma fare in modo che non se ne formino altri in futuro”, sottolinea McRae.
Perché si stanno formando più spesso?
La crisi climatica sta contribuendo in tutto il mondo a condizioni più favorevoli per gli incendi boschivi e quindi per i pirocumulonembi.
“Non stiamo assistendo solo a un aumento delle temperature, ma a un cambiamento climatico in senso generale”, spiega McRae. “Si stanno modificando le caratteristiche dell’atmosfera, le condizioni meteorologiche di superficie e un sacco di altre cose”.
Secondo gli esperti, i modelli climatici indicano che queste tendenze sono destinate a intensificarsi.
I recenti incendi in Europa occidentale si sono sviluppati in piena stagione turistica in zone già colpite da una serie di ondate di calore e in cui la vegetazione era molto secca anche a causa della scarsità di piogge.
Una nuova ondata di calore è attualmente in corso in Francia, con temperature fino a 40 gradi.
(Traduzione di Andrea Sparacino)
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it