L’artista di strada britannico Banksy ha messo in scena uno dei suoi scherzi più spettacolari venerdì 5 ottobre, quando uno dei suoi quadri più noti si è autodistrutto nella casa d’aste londinese di Sotheby’s. Era appena stato venduto per 1,042 milioni di sterline.

L’opera, La bambina con il palloncino, un dipinto realizzato con bomboletta spray su tela, era l’ultimo lotto di una serata della Frieze week, la settimana dedicata da Sotheby’s alla vendita di opere d’arte contemporanea. Dopo una sfida tra due acquirenti telefonici, _La bambina con il palloncino _è stata battuta dal banditore, Oliver Barker, a più di tre volte il suo valore stimato, nuovo record per un’opera dello street artist britannico. “Poi abbiamo sentito suonare una campanella”, ha raccontato Morgan Long, responsabile degli investimenti artistici presso la società di consulenza londinese Fine Art Group, che si trovava tra il pubblico, in prima fila. “Ci siamo girati tutti e il quadro è scivolato via dalla sua cornice”.

La bambina con il palloncino distrutta nella casa d’aste Sotheby’s, a Londra, il 5 ottobre 2018. (Banksy via instagram)

Banksyzzati

La tela, appesa su un muro vicino a una fila di impiegati della sala d’aste, era stata fatta a pezzi, almeno parzialmente, da un meccanismo attivato a distanza e posizionato sul retro della cornice. Una foto postata sull’account Instagram privato di Caroline Lang, la presidente di Sotheby’s Svizzera, mostra un uomo nella stanza delle vendite intento a controllare un dispositivo elettronico all’interno di una borsa. Long ha affermato di aver visto in seguito un uomo che veniva allontanato dall’edificio dal personale di sicurezza della casa d’aste. “Siamo stati Banksyzzati”, ha infine dichiarato Alex Branczik, responsabile per l’arte contemporanea di Sotheby’s in Europa, nel corso di una conferenza stampa.

“Sarò onesto”, ha proseguito Branczik. “Non ci siamo mai trovati in una situazione come questa in passato, con un dipinto che si distrugge da solo dopo aver toccato una cifra record per l’artista”. Branczik ha aggiunto di “non essere parte dello stratagemma”. Sotheby’s non ha fatto il nome del cliente il cui acquisto è stato distrutto.

l’opera nel 2004, ancora intatta (Bonhams, Epa/Ansa)

Le case d’asta internazionali non rivelano le identità degli acquirenti a meno che questi non lo richiedano. Ma sabato 6 ottobre Sotheby’s ha dichiarato, in una nota: “Il vincitore dell’asta è un collezionista privato, che ha rilanciato al telefono tramite un impiegato di Sotheby’s. Non è ancora chiaro cosa succederà adesso”.

Joanna Brook, direttrice della Jbpr, l’agenzia che risponde alle domande dei mezzi d’informazione su Banksy, si è rifiutata di spiegare se l’uomo allontanato dalla sala fosse l’artista stesso. Sabato pomeriggio Banksy ha postato un filmato sul suo account Instagram, nel quale veniva documentata la confusione durante l’asta, e subito dopo una sequenza nella quale l’artista nasconde un tritadocumenti all’interno di una cornice in legno. “Alcuni anni fa ho inserito di nascosto un tritadocumenti in un quadro”, ha scritto Banksy all’interno filmato. “Nel caso che un giorno venisse messo all’asta”. Già sabato pomeriggio il filmato era stato visualizzato poco meno di due milioni di volte.

Sotheby’s non ha divulgato neanche l’identità di chi ha messo in vendita l’opera. Secondo il catalogo, _La bambina con il palloncino _era stato “acquistato dall’attuale proprietario direttamente dall’artista nel 2006”. Ma alcune voci insinuano il dubbio che la casa d’aste sia stata davvero colta di sorpresa. Si può presumere che la cornice fosse piuttosto pesante e particolarmente spessa, un fatto che uno specialista di aste o comunque un esperto di arte non avrebbe potuto fare a meno di notare.

You have beautiful eyes. (Courtesy Wooster Collective, 2)

In genere i potenziali acquirenti d’opere d’arte di grande valore chiedono rapporti dettagliati sulle condizioni dell’oggetto. Stranamente quest’opera di Banksy, relativamente piccola, era stata appesa a un muro, e non sistemata su un cavalletto e messa in mezzo al palco in modo che il pubblico potesse valutarla più facilmente. Senza contare che l’opera era stata tenuta come ultimo lotto di tutta l’asta.

“Se fosse stata proposta prima, l’asta sarebbe stata interrotta e venditori e acquirenti si sarebbero lamentati”, ha dichiarato Long. “Inoltre Sotheby’s ha permesso a un uomo con una borsa di entrare nell’edificio. Probabilmente erano al corrente”, conclude. Banksy è noto per le sue trovate artisticamente audaci e politicamente sovversive. Nel 2005 si è intrufolato all’interno del Metropolitan museum of art di New York e ha appeso una delle sue “tele modificate”, che ritraeva una bellezza ottocentesca con indosso una maschera antigas, rimasta esposta per un paio d’ore.

Going, going, gone

Questa burla è una delle tante raccontate nel suo bestseller Wall and piece (L’Ippocampo 2011). Nel 2006 Banksy ha lasciato a Disneyland una bambola gonfiabile vestita da prigioniero del carcere di Guantanamo. L’identità dell’artista è ancora un segreto. Nel 2008 il quotidiano britannico The Mail on Sunday ha suggerito che
Bank­sy potrebbe essere in realtà Robin Gunningham, nato a Bristol, nell’ovest del Regno Unito, un uomo che aveva abbandonato la scuola privata a 16 anni per dedicarsi all’arte di strada. La teoria è stata confermata da alcuni ricercatori attraverso una tecnica chiamata geographic profiling, simile a quella usata dalla polizia per rintracciare dei criminali seriali. Ma sia Banksy sia la famiglia Gunningham di Bristol hanno negato ogni possibile legame tra di loro.

l’opera appesa da Banksy al Metropolitan museum di New York, nel 2005

“Non ci esprimiamo mai su questioni d’identità”, ha dichiarato Brooks, la responsabile delle relazioni pubbliche di Banksy. Mentre l’opera d’arte si distruggeva, un apparentemente imperturbabile Baker, responsabile dell’asta e presidente di Sotheby’s Europa, ha esclamato: “Stiamo vivendo uno straordinario ‘momento Bank­sy’. E questa è una cosa che non s’inventa, giusto?”.

È stato un finale inatteso – almeno per quanti si trovavano nella stanza – per un’asta da novanta milioni di dollari e nella quale Propped, una monumentale tela del 1992 che ritrae un nudo femminile, opera della pittrice scozzese Jenny Saville, è stata venduta per 9 milioni e mezzo di sterline, quasi undici milioni di euro: si tratta di un primato per un’opera di un’artista vivente.

Chissà che anche La bambina con il palloncino fatta a pezzi non si riveli un investimento redditizio. Banksy ha dichiarato il quadro “going, going, gone” (quasi sparito, quasi sparito, sparito) sul suo account Instagram, citando la frase di Picasso: “Anche il desiderio di distruzione è un desiderio creativo”. La citazione è spesso attribuita a Picasso, ma anche a Michail Bakunin, l’anarchico russo morto cinque anni prima della nascita del pittore spagnolo. Ma comunque il quadro è stato fatto a pezzi in maniera piuttosto regolare e potrebbe essere tranquillamente applicato su un’altra tela da un bravo restauratore.

Grazie al clamore suscitato da questa trovata, La bambina con il palloncino _potrebbe diventare ancora più desiderabile per i collezionisti. ◆ _ff

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Questo articolo è uscito sul numero 1277 di Internazionale, a pagina 87. Compra questo numero | Abbonati