Circa settemila partecipanti, più di cento eventi, decine di politici progressisti arrivati da tutti i continenti e tre vertici in parallelo. A Barcellona lo scorso fine settimana è stato molto intenso, sia per il Partito socialista (Psoe) sia per il governo di Pedro Sánchez.
Per il premier spagnolo quello che succede fuori dei confini del suo paese è importante tanto o forse più delle vicende interne. Secondo la sua visione tutto è connesso, ed è in questo senso che vanno letti gli appuntamenti di quei tre giorni: il 17 aprile il vertice bilaterale Spagna-Brasile e poi, il 18 e 19 aprile, la quarta Riunione in difesa della democrazia, che si è tenuta in parallelo alla Mobilitazione progressista globale (Gpm). “Ci stiamo armando contro un movimento globale di estrema destra”, dicono dal governo. Tuttavia la squadra di Sánchez non inserisce questo movimento nel classico asse sinistra-destra, ma piuttosto in una disputa tra “democratici e antidemocratici”. La pluralità degli incontri è stata un altro aspetto significativo. Non tutti gli invitati rientrano nell’area del Psoe, in particolare i leader latinoamericani. “Restano alcune divergenze, ma siamo d’accordo sugli elementi di fondo. I contrasti sono minimi rispetto alla posta in gioco”, confermano da Madrid.
Un mondo multipolare
Erano presenti diversi nomi di primo piano del panorama politico globale: il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva; la presidente messicana Claudia Sheinbaum, che ospiterà la prossima Riunione in difesa della democrazia. E poi i presidenti Gustavo Petro (Colombia), Yamandú Orsi (Uruguay), Cyril Ramaphosa (Sudafrica) e Catherine Connolly (Irlanda), insieme all’ex presidente del Cile Gabriel Boric e a molti altri.
Con il bellicismo di Donald Trump sullo sfondo, sono stati molti i messaggi diretti e indiretti rivolti al presidente statunitense: il rifiuto delle “minacce”, la “difesa del multilateralismo”, il “rispetto del diritto internazionale”. Tra i rappresentanti del Partito democratico statunitense c’erano il senatore Chris Murphy e il governatore del Minnesota Tim Walz. Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha inviato un videomessaggio, così come il senatore Bernie Sanders e l’ex segretaria di stato Hillary Clinton. L’ex ministro palestinese Mohammad Shtayyeh ha ringraziato Sánchez per la sua posizione contro il genocidio a Gaza.
Prima dell’intervento conclusivo di Sánchez ha preso la parola Lula. Il presidente brasiliano ha elogiato Sánchez per il suo “coraggio” nell’impedire l’uso delle basi militari spagnole agli aerei da guerra statunitensi che partivano per bombardare l’Iran. Secondo Lula a Barcellona è andato in scena un “movimento” che non deve fermarsi: “Dobbiamo agire tutti i giorni per ristabilire ciò che di più sacro abbiamo al mondo: la democrazia e il multilateralismo”.
Sánchez vede “un orizzonte pieno di incertezze” in cui “l’internazionale di estrema destra e le destre composte da schiere di lacchè fanno molto rumore. Gridano così forte che a volte sembra non esistano altre voci. Ma non lasciatevi ingannare: non gridano perché stanno vincendo, ma perché sanno che il loro tempo sta per scadere. La destra non guida, perde vigore. Non importa cosa urlino né quante notizie false inventino. La gente si sta rendendo conto che non hanno nessun progetto e nessuna soluzione”, hanno solo generato “odio, guerra, disuguaglianza, inflazione e fratture sociali”.
In chiave interna, il fine settimana di Barcellona ha rappresentato “un’iniezione di energia” per il Psoe. Il ministro dell’economia Carlos Cuerpo ha annunciato la creazione del Consiglio globale per un’economia del bene comune, guidato dallo stesso Cuerpo e dall’economista Mariana Mazzucato. Secondo il ministro si tratterà di “uno spazio di riflessione e proposta mirato a trasformare i cardini del pensiero economico dominante e offrire un’alternativa rigorosa e progressista”.
Alla Moncloa, sede del governo spagnolo, sostengono che il vertice è la scommessa per un “mondo multipolare”. ◆ as
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Questo articolo è uscito sul numero 1662 di Internazionale, a pagina 27. Compra questo numero | Abbonati