Questa riedizione di un titolo qui trascurato alla prima uscita è l’incontro inatteso tra un autore la cui opera ha una connotazione esistenziale, introspettiva, spesso autobiografica, come Gipi, e un creatore del fumetto di genere ma dalla chiara impronta autoriale, Luigi Critone, firma di successo nell’enorme mercato francese. Gipi riesce a rielaborare in modo inedito alcune delle sue tematiche predilette: lo sfigato, magari candido come in questo caso, che viene dal nulla e che nulla ha, immesso brutalmente nella realtà più cruda. Siamo in un medioevo indefinito, e il richiamo (oltre al Don Chisciotte di Cervantes) all’Armata Brancaleone, il celebre classico di Mario Monicelli, è evidente. Aldobrando, il protagonista, annulla tutti i confini tra ingenuità e stupidità, il candore e l’ottusità, l’essere nobili e l’essere grulli. Quasi tutti cercano di manipolare un ragazzetto informe che è quasi uno sgorbio grafico. E il segno grafico nella sua essenzialità è supremo nel connotare il personaggio suggerendo la sua dimensione esistenziale. Una farsa-fiaba e un romanzo di formazione originale, trascinante, di acquisizione della consapevolezza senza perdere l’idealità, dove il segno elegante di Critone crea figure dall’espressività perfetta. E la colorazione di Francesco Daniele e Claudia Palescandolo è superlativa nel fondersi con il tratto soffice di Critone e nel trasmettere una sospensione incantata.
Francesco Boille

Coconino press, 208 pagine, 24 euro Questa riedizione di un titolo qui trascurato alla prima uscita è l’incontro inatteso tra un autore la cui opera ha una connotazione esistenziale, introspettiva, spesso autobiografica, come Gipi, e un creatore del fumetto di genere ma dalla chiara impronta autoriale, Luigi Critone, firma di successo nell’enorme mercato francese. Gipi riesce a rielaborare in modo inedito alcune delle sue tematiche predilette: lo sfigato, magari candido come in questo caso, che viene dal nulla e che nulla ha, immesso brutalmente nella realtà più cruda. Siamo in un medioevo indefinito, e il richiamo (oltre al Don Chisciotte di Cervantes) all’Armata Brancaleone, il celebre classico di Mario Monicelli, è evidente. Aldobrando, il protagonista, annulla tutti i confini tra ingenuità e stupidità, il candore e l’ottusità, l’essere nobili e l’essere grulli. Quasi tutti cercano di manipolare un ragazzetto informe che è quasi uno sgorbio grafico. E il segno grafico nella sua essenzialità è supremo nel connotare il personaggio suggerendo la sua dimensione esistenziale. Una farsa-fiaba e un romanzo di formazione originale, trascinante, di acquisizione della consapevolezza senza perdere l’idealità, dove il segno elegante di Critone crea figure dall’espressività perfetta. E la colorazione di Francesco Daniele e Claudia Palescandolo è superlativa nel fondersi con il tratto soffice di Critone e nel trasmettere una sospensione incantata. Francesco Boille

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Questo articolo è uscito sul numero 1682 di Internazionale, a pagina 79. Compra questo numero | Abbonati