**◆ **Codardo è chi tiene la coda bassa e, se necessario, fugge badando a stringersela ben bene tra le gambe. Trump ci ha fatto sapere di recente che lui non è codardo, ma duce. Di questa distinzione non si serve solo il presidente degli Stati Uniti, ma un mucchio di gente in giro per il pianeta. Sono persone che si sentono forti per svariate infime ragioni (muscoli, lingua lunga, soldi), hanno disgusto per la debolezza, stanno lì a insultarti perché, non avendo tu privilegi per natura o collocazione sociale, sei uno scarafaggio, non ti meriti di stare al mondo. Questi tipi umani, a occidente e a oriente, spesso si limitano a fare i bulli, a smaniare per diventare calamite di bulletti e angariare meglio il prossimo, a vaneggiare considerandosi pura aristocratica dinamite. Ma a volte, pur di non scoprirsi col tempo soltanto omuncoli di massa, puntano al massimo del potere per far sì che il loro delirio di eccellenza sembri una incontrovertibile realtà. E di tanto in tanto ce la fanno. Ecco quindi che, grazie a centinaia di guardie del corpo, all’intera guardia nazionale, all’esercito, al bunker, ai medici migliori, tengono la coda spropositatamente alta. Ecco che fanno i paladini della razza bionda e bianca e inaugurano il ritorno del tempo dei forti. Eccoli impavidamente senza mascherina, mai in ginocchio. Meglio il coraggio faticato, debole ma vero, dei codardi.
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Questo articolo è uscito sul numero 1363 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati





