Domenica c’è la notte degli Oscar. Anche se è un po’ deprimente parlarne mentre gli Stati Uniti sono in guerra contro l’Iran, proviamo a concentrarci sui film tanti e molto belli che si contenderanno le famose statuette. Con il record storico di sedici nomination I peccatori di Ryan Coogler si pone come uno dei possibili mattatori della serata, ma sicuramente dovrà vedersela con Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson che di candidature ne ha ottenute “solo” tredici.
Fino a pochi giorni fa Una battaglia dopo l’altra era il favorito assoluto per la vittoria del premio come miglior film, ma l’horror di Coogler ha rimontato e forse potrebbe spuntarla. Entrambi i film hanno le carte in regola. Tutti e due infatti sono forti di statistiche finora vincenti.
Nella quasi centenaria storia degli Oscar (siamo all’edizione numero 98) i film che hanno vinto la combinazione di premi che si sono aggiudicati Una battaglia dopo l’altra (tra cui i premi assegnati dai registi e dai produttori statunitensi) e I peccatori (tra cui il premio principale assegnato dagli attori, che tra l’altro costituiscono il gruppo più numeroso dell’Academy) hanno sempre vinto poi il premio per il miglior film. Comunque vada, un altro record sarà cancellato.
Detto questo, Una battaglia dopo l’altra sembra leggermente favorito anche se io faccio il tifo per I peccatori. Discorso simile anche nella categoria del miglior regista: vincerà quasi sicuramente uno tra Paul Thomas Anderson e Ryan Coogler, io faccio il tifo per Josh Safdie (Marty Supreme).
Vediamo rapidamente le altre categorie principali. Miglior attore: il favorito è Michael B. Jordan (I peccatori), meno probabile una vittoria di Timothée Chalamet (Marty Supreme); il mio preferito è di gran lunga Wagner Moura (L’agente segreto). Il premio per la migliore attrice sembra scontato: Jessie Buckley (Hamnet), che finora ha vinto tutto quello che poteva vincere. Non dico altro per motivi scaramantici, anche perché tifo spudoratamente per lei.
Tra le attrici non protagoniste la favorita è Amy Madigan (Weapon) ma secondo Variety potrebbe spuntarla Teyana Taylor (Una battaglia…). La mia preferenza va a Wunmi Musaku, intensa e struggente stregona di Ipeccatori. Tra gli attori non protagonisti, testa a testa tra Delroy Lindo (Peccatori) e Sean Penn (Una battaglia…). Io faccio il tifo per il sensei Benicio Del Toro (Una battaglia…) ma la sua vittoria sembra improbabile. Quasi scontata invece quella di I peccatori nella nuovissima categoria del miglior casting (introdotta proprio quest’anno).
Niente scontro al vertice nei premi per la sceneggiatura, che tradizionalmente sono due, miglior sceneggiatura originale (favorito I peccatori) e miglior adattamento (favorito Una battaglia dopo l’altra).
Nelle categorie dei cosiddetti Oscar tecnici potrebbero affacciarsi film più spettacolari come Frankenstein di Guillermo Del Toro (che comunque ha ottenuto nove nomination) e F1. Il film di Jospeh Kosinski che è la pellicola con il budget più alto (una cifra compresa tra i 200 e i 300 milioni i dollari) tra tutti quelli candidati. Molto probabile l’affermazione del fenomeno KPop Demon Hunters come miglior lungometraggio di animazione.
Chiudiamo con la categoria per il miglior film in lingua straniera. Sarebbe interessante, qualora il suo Un semplice incidente dovesse vincere l’Oscar, sentire cos’ha da dire il regista iraniano Jafar Panahi (candidato anche per la sceneggiatura originale), che nonostante tutto dovrebbe essere presente a Los Angeles. Ma il suo non è il film favorito. Tutto sembra puntare verso il norvegese Sentimental value di Joachim Trier (forte di ben nove candidature). La mia preferenza va a L’agente segreto film brasiliano di Kleber Mendonça Filho. Buoni Oscar a tutti.
Questo testo è tratto dalla newsletter Schermi.
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