I magistrati italiani che indagano sullo scandalo dello spionaggio hanno confermato che alla fine del 2024 due attivisti per i diritti dei migranti e un giornalista sono stati spiati contemporaneamente, suggerendo che i tre facessero parte della stessa “campagna di infezione”, un’operazione in cui più dispositivi sono infettati dallo stesso software spia. Una circostanza che solleva nuovi interrogativi sull’operato del governo di estrema destra di Giorgia Meloni, che negava ogni coinvolgimento nella sorveglianza illecita del giornalista Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.
Lo scandalo era scoppiato nel 2025 quando WhatsApp aveva rivelato che novanta persone, tra cui giornalisti ed esponenti della società civile, erano state prese di mira da un software della Paragon Solutions, un’azienda israeliana controllata da investitori statunitensi. La Paragon vende ai governi Graphite, il software spia che dovrebbero usare solo per combattere il crimine. Graphite può entrare in qualsiasi telefono. La Paragon aveva detto di aver interrotto il contratto con il governo italiano dopo le prime notizie secondo cui Cancellato era stato preso di mira. Fanpage in passato aveva pubblicato delle inchieste sulla presenza di giovani fascisti nell’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia, il partito di Meloni.
Dopo Cancellato, che è stato il primo a denunciare la sorveglianza, si sono fatte avanti altre vittime, tra cui Giuseppe Caccia e Luca Casarini, attivisti per i diritti dei migranti. Una successiva indagine condotta dal comitato parlamentare per la sicurezza della repubblica (Copasir) ha accertato che le agenzie di intelligence italiane avevano spiato Caccia e Casarini, ma ha dichiarato di non aver trovato prove che Cancellato fosse stato coinvolto.
La consulenza tecnica disposta dalle procure di Roma e Napoli arriva a conclusioni diverse da quelle Copasir, confermando che anche Cancellato è stato spiato. Resta il mistero su chi lo abbia sorvegliato e perché. In una nota congiunta diffusa il 5 marzo dalle due procure, si legge che “tra tutti i telefoni cellulari acquisiti dai numerosi querelanti, tracce di attività riconducibili a un malware sono state riscontrate esclusivamente su tre dispositivi Android”, e che “il periodo di presumibile compromissione dei dispositivi in uso a Casarini, Caccia e Cancellato risalirebbe alle prime ore del 14 dicembre 2024”. Il comunicato sottolinea che “l’esecuzione in serie di tre attacchi nella stessa notte suggerisce che possono essere stati parte di una medesima campagna di infezione”, aggiungendo che nonostante non sia ancora dimostrato che siano stati i servizi segreti a spiare anche Cancellato, le procure continueranno a lavorare per identificare i responsabili.
Lo scandalo è un segnale del declino della libertà di stampa in Italia, che nel rapporto di Reporter senza frontiere è scivolata al 49° posto. Nel 2023 era al 41°.
Durante l’annuale conferenza stampa organizzata all’inizio di gennaio, Meloni ha assunto un atteggiamento difensivo quando Cancellato le ha chiesto di chiarire il ruolo del governo nell’attività di spionaggio fatta ai suoi danni. La presidente del consiglio ha offerto “disponibilità” per “arrivare alla verità”, prima di presentare se stessa come vittima. “La mia vita è finita sui giornali”, ha dichiarato.
Un problema per molti
Il 6 marzo Cancellato ha sottolineato che il rapporto delle procure rappresenta “un piccolo ma importante passo verso la verità. Non è molto, ma ora so per certo che il 14 dicembre 2024 qualcosa è successo sul mio telefono, qualcuno ha cercato di rubare i miei messaggi. Adesso, senza voler saltare alle conclusioni o lasciarsi andare a interpretazioni forzate, dobbiamo capire chi è stato. Ancora una volta, chiedo ai politici, al governo e al parlamento di aiutarmi a capire chi è stato e a unirsi a me nel chiedere chiarezza sulla vicenda”.
La Paragon ha ribadito di aver venduto il suo software spia solo ai paesi democratici con condizioni che proibiscono di usarlo contro giornalisti o esponenti della società civile. Altre persone hanno detto di aver ricevuto la notifica di un attacco ai loro cellulari, compresi alcuni attivisti per i diritti dei migranti. Non è chiaro se i loro casi siano stati esaminati dalle procure.
John Scott-Railton, ricercatore del Citizen lab dell’università di Toronto, specializzato in minacce digitali alla società civile, spiega come la scoperta dei magistrati conferma l’importanza della decisione di WhatsApp di avvertire gli utenti. “Il caso di Cancellato è un problema per il governo italiano e per la Paragon: riguarda un giornalista spiato con il software ‘etico’ della Paragon. Il risultato della consulenza tecnica non permette di ignorare la vicenda e ci si chiede come mai le indagini precedenti non avevano confermato lo spionaggio. Questo giustifica ulteriori indagini”, conclude Scott-Railton. ◆ as
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Questo articolo è uscito sul numero 1656 di Internazionale, a pagina 40. Compra questo numero | Abbonati