All’inizio di gennaio, mentre il Brasile superava i 200mila morti a causa del covid-19, il presidente Jair Bolsonaro ha riacceso la disputa con il suo ex alleato e attuale avversario politico, il governatore di São Paulo João Doria (del Partito della socialdemocrazia brasiliana), in una gara a chi vaccinerà per primo la popolazione contro il nuovo coronavirus. Il ministero della sanità vuole cominciare il 20 gennaio, mentre Doria parlava del 25 gennaio.
Al tempo stesso il governo centrale ha fatto un passo indietro: dopo un’intensa campagna di Bolsonaro contro il Coronavac, il vaccino sviluppato da un laboratorio cinese insieme all’istituto Butantan di São Paulo (che copre la fornitura per il Brasile), il ministero ha annunciato l’accordo con l’istituto per l’acquisto di 100 milioni di dosi. Doria ha fatto sapere, senza dare ulteriori dettagli, che in uno studio condotto su 12mila volontari il Coronavac ha mostrato un’efficacia del 78 per cento (il 12 gennaio il dato è stato corretto al 50,4 per cento).
Alcuni passaggi burocratici, come l’approvazione del vaccino da parte dell’agenzia nazionale di vigilanza sanitaria (Anvisa), insieme all’incertezza sulla consegna di due milioni di dosi comprate dal ministero insieme a un laboratorio indiano legato all’azienda farmaceutica AstraZeneca, potrebbero far slittare i piani del governo al 10 febbraio o ai primi di marzo. Il contratto per l’acquisto dell’intera produzione dell’istituto Butantan è arrivato grazie a un decreto provvisorio, pubblicato il 6 gennaio, che autorizza eventuali accordi prima dell’autorizzazione dell’Anvisa.
L’annuncio ha colto di sorpresa la squadra di Doria. “Sembra una gara in cui ci stanno sabotando. Eravamo pronti a cambiare passo, poi il governo si prende tutta la nostra scorta di vaccini”, ha detto una fonte vicina al governatore. Doria, che prima di entrare in politica faceva il pubblicitario, non ha perso il controllo: “Vogliamo che il vaccino del Butantan soddisfi le esigenze di tutto il Brasile”, ha dichiarato. Doria è uno dei potenziali candidati alla presidenza nelle elezioni del 2022. Ex alleato di Bolsonaro, oggi sta lavorando a una coalizione tra partiti di centrodestra per sfidarlo.
A ottobre, quando il ministero della sanità aveva annunciato un protocollo per l’acquisto del vaccino dell’istituto di São Paulo, Bolsonaro aveva smentito e cancellato l’operazione. “Prima di essere somministrati alla popolazione, ‘il vaccino cinese’ di João Doria e qualunque altro vaccino devono essere approvati dal ministero della sanità e dall’Anvisa. I brasiliani non faranno da cavia a nessuno. La mia decisione è di non comprare questo vaccino”, aveva dichiarato.
**Distribuzione **
Il 7 gennaio, in un messaggio sui social network, Bolsonaro non ha chiarito le ragioni del cambiamento di rotta sul vaccino. Ha ribadito però di essere contrario all’obbligatorietà, perché i vaccini attualmente in uso hanno ancora carattere sperimentale. “Non sto facendo campagna contro né a favore. È una questione di presa di coscienza”, ha detto.
In conferenza stampa il ministro Pazuello ha spiegato che nel corso del 2021 il governo renderà disponibili più di 345 milioni di dosi. Nel dettaglio, 210 milioni sarebbero prodotte dal centro biomedico brasiliano Fiocruz insieme all’azienda AstraZeneca, 100 milioni dall’istituto Butantan insieme al laboratorio cinese Sinovac, 42 milioni dal consorzio internazionale Covax Facility e due milioni da un laboratorio dell’AstraZeneca.
L’idea del governo è di usare otto milioni di dosi dopo l’approvazione dell’Anvisa. I primi a essere vaccinati saranno il personale sanitario e i soggetti più deboli, come gli anziani con più di 80 anni e le persone affette da altre patologie. Secondo Pazuello, la distribuzione del vaccino sarà uguale in tutti gli stati del paese e proporzionata al numero di abitanti. L’istituto Butantan ha confermato la firma del contratto, sottolineando che rafforza una collaborazione trentennale con il governo. L’amministrazione paulista non ha risposto alle domande di questo giornale su eventuali cambiamenti nel piano d’immunizzazione. ◆ ar
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Questo articolo è uscito sul numero 1392 di Internazionale, a pagina 24. Compra questo numero | Abbonati