Un gruppo di manifestanti ha lanciato il 27 agosto pietre e bottiglie contro il convoglio del presidente argentino Javier Milei, alla periferia di Buenos Aires, in risposta a un presunto caso di corruzione che coinvolge la sorella.

Milei, che viaggiava a bordo di un veicolo presidenziale a Lomas de Zamora, un sobborgo della capitale, nell’ambito della campagna elettorale per le elezioni legislative di ottobre, è rimasto illeso.

“I manifestanti hanno attaccato il corteo presidenziale a colpi di pietre, ma fortunatamente nessuno è rimasto ferito”, ha affermato sul social network X Manuel Adorni, portavoce della presidenza argentina.

Adorni ha attribuito la responsabilità dei disordini ai sostenitori dell’ex presidente di centrosinistra Cristina Fernández (2007-2015), che è agli arresti domiciliari da giugno.

I lanci sono stati seguiti da una calca, e una donna, sostenitrice del presidente ultraliberista, è rimasta ferita, ha riferito un giornalista dell’Afp.

I manifestanti, che avevano cartelli con la scritta “Milei fuori da Lomas de Zamora”, protestavano per un presunto caso di corruzione che coinvolge Karina Milei, la sorella del presidente.

Il caso è basato su un audio dell’ex direttore dell’Agenzia per la disabilità, Diego Spagnuolo, che accusa Karina Milei di aver sottratto fondi destinati ai disabili.

La procura ha aperto un’inchiesta, ma la sorella di Milei, segretaria della presidenza, non risulta al momento indagata.

“Le affermazioni di Adorni sono false. Lo porteremo in tribunale e dimostreremo che ha mentito”, ha dichiarato Milei alla stampa pochi minuti prima dei disordini.

“È una vergogna che rubino ai disabili”, ha invece commentato una manifestante, María Martínez.

Le elezioni del 26 ottobre saranno un banco di prova importante per Milei, che ha ottenuto successi importanti in economia, riportando l’inflazione sotto controllo anche se al costo di grandi tagli alla spesa pubblica.