L’aviazione israeliana ha bombardato il 24 agosto le posizioni dei ribelli huthi a Sanaa, la capitale dello Yemen, causando sei morti e 86 feriti, una settimana dopo raid simili.
Sostenendo di agire in solidarietà con gli abitanti della Striscia di Gaza, gli huthi lanciano regolarmente missili e droni verso il territorio israeliano, anche se la maggior parte viene intercettata.
Dopo i bombardamenti il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che “il regime terroristico degli huthi pagherà un prezzo molto alto per la sua aggressione allo stato d’Israele”, mentre i ribelli hanno fatto sapere che risponderanno all’attacco.
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“Aggressione israeliana alla capitale Sanaa”, controllata dagli huthi, ha affermato sul social network X l’emittente dei ribelli Al Massira. “I bombardamenti hanno preso di mira un sito petrolifero e una centrale elettrica”.
Secondo l’agenzia di stampa Saba, controllata dai ribelli, i raid hanno causato sei morti e 86 feriti, 21 dei quali gravi.
L’esercito israeliano ha invece affermato in un comunicato di aver colpito “un sito militare all’interno del palazzo presidenziale, le centrali elettriche di Assar e Hezyaz, e un deposito di carburante, tutti usati per attività militari”.
Il ministero della difesa israeliano ha diffuso una foto che mostra Netanyahu, il ministro della difesa Israel Katz e il capo di stato maggiore Herzi Halevi che seguono l’operazione militare all’interno di un bunker.
“Risponderemo con forza a tutti quelli che ci attaccano. Penso che tutta la regione stia imparando a conoscere la potenza e la determinazione dello stato d’Israele”, ha dichiarato Netanyahu.
“Non ci piegheremo al progetto sionista-statunitense e porteremo avanti le nostre azioni fino al termine dell’aggressione israeliana a Gaza”, ha affermato invece l’ufficio politico degli huthi in un comunicato.
La sera del 22 agosto gli huthi avevano lanciato un missile verso Israele, che secondo le autorità israeliane “si è probabilmente disintegrato in volo”.
Il quotidiano Times of Israel e il sito d’informazione israeliano Ynet hanno affermato il 24 agosto, citando un rapporto dell’esercito, che il missile era per la prima volta dotato di una testata a frammentazione.
Oltre ai lanci contro Israele, gli huthi avevano ripreso a luglio, dopo alcuni mesi di pausa, gli attacchi nel mar Rosso e nel golfo di Aden contro le navi che accusano di avere legami con Israele.
A maggio i ribelli avevano firmato un accordo di tregua con gli Stati Uniti che aveva messo fine a mesi di bombardamenti statunitensi sullo Yemen.
Il 24 agosto il ministero degli esteri iraniano ha condannato con forza i raid israeliani nello Yemen.