Il 22 agosto la corte suprema indiana ha rinunciato a far mettere nei canili i cani randagi della capitale New Delhi, revocando un precedente provvedimento considerato molto difficile da attuare.
All’inizio del mese la corte aveva infatti ordinato alle autorità di aprire dei canili entro otto settimane e di tenere un registro giornaliero dei cani catturati.
Secondo alcuni mezzi d’informazione indiani, New Delhi potrebbe avere fino a un milione di cani randagi.
Iscriviti a In Asia |
Cosa succede in Asia e nel Pacifico. A cura di Junko Terao. Ogni sabato.
|
Iscriviti |
Iscriviti a In Asia
|
Cosa succede in Asia e nel Pacifico. A cura di Junko Terao. Ogni sabato.
|
Iscriviti |
La corte ha ora stabilito che i cani randagi devono essere “vaccinati e sterilizzati, e poi rilasciati”, a meno che non siano sospettati di avere la rabbia o “manifestino comportamenti aggressivi”.
Il nuovo provvedimento è stato accolto con favore dagli animalisti.
Secondo i dati del governo, nel 2024 a New Delhi sono stati segnalati più di 25mila casi di morsi di cane, ma nessun decesso umano per la rabbia.
I mezzi d’informazione della capitale riferiscono spesso di attacchi di branchi di cani a bambini piccoli.
Il problema è aggravato dalla mancanza di programmi di sterilizzazione, mentre la legge non consente l’abbattimento dei cani.
Il primo provvedimento della corte suprema era stato accolto con favore da molti abitanti preoccupati per la proliferazione dei cani randagi.
In India nel 2024 sono stati segnalati 3,7 milioni di casi di morsi di cane e 54 decessi umani per la rabbia.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), l’India, il paese più popoloso al mondo, rappresenta più di un terzo dei decessi globali dovuti alla malattia.