Il 6 agosto l’esercito indiano sta cercando un centinaio di persone che risultano disperse, dopo che un’alluvione ha colpito un villaggio sull’Himalaya. Almeno quattro persone sono morte e un centinaio sono disperse, tra cui undici soldati, dopo che il fango e i detriti hanno invaso la valle nella località di Dharali, nello stato settentrionale dell’Uttarakhand. L’esercito indiano ha annunciato il dispiegamento di “colonne militari supplementari” per le operazioni di soccorso, insieme a cani da fiuto, droni e altri dispositivi.
Sono stati mobilitati elicotteri militari per fornire rifornimenti, in particolare medicinali e servizi di evacuazione, ha aggiunto l’esercito. I video diffusi dai media indiani mostrano torrenti di acqua fangosa che spazzano via i condomini di Dharali, una località turistica dell’Uttarakhand.
Il filmato mostra diverse persone che corrono prima di essere inghiottite da ondate di detriti che distruggono interi edifici. Il capo del governo regionale, Pushkar Singh Dhami, ha dichiarato che le inondazioni sono state causate da piogge improvvise e intense.
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Le piogge torrenziali hanno continuato a cadere nella regione il 6 agosto. “I residenti sono stati spostati in aree più alte a causa dell’innalzamento del livello dell’acqua provocato dalle incessanti piogge”, ha dichiarato l’esercito.
I meteorologi hanno annunciato che il livello di tutti i principali fiumi dello stato dell’Uttarakhand ha superato la soglia di pericolo. Gran parte di Dharali è ricoperta di fango. I responsabili delle operazioni di soccorso stimano che il fango stia ricoprendo alcune aree fino a quindici metri di profondità, abbastanza da coprire completamente gli edifici.
I servizi meteorologici indiani avevano emesso un’allerta a causa delle forti piogge in Uttarakhand, dichiarando di aver registrato ventuno centimetri di pioggia in aree isolate dello stato. Inondazioni e frane mortali sono comuni durante la stagione dei monsoni, da giugno a settembre, in India. Secondo gli esperti, i cambiamenti climatici ne stanno aumentando l’intensità e la frequenza.
L’anno scorso l’agenzia meteorologica delle Nazioni Unite (Wmo) ha dichiarato che le inondazioni e le siccità sempre più intense sono “un segnale di avvertimento” di quello che si prospetta in futuro a causa del cambiamento climatico, che rende il ciclo dell’acqua più imprevedibile.